Laroy: fornitura di articoli stampati semilavorati di lamiere

Osservare un foglio di lamiera trasformarsi, in un batter di ciglia, in un elaborato pezzo tridimensionale sembra proprio una magia. Uno spettacolo che si ripete ogni giorno alla Laroy.

Impegno quotidiano

Sergio Giugni, classe 1955, è presidente della Laroy S.r.l. di San Damaso (MO). La sua sfida più dura? Realizzare, con l’ausilio della sua più potente pressa oleodinamica, una 1.200 tonnellate, la complessa carcassa di un tosaerba.

Signor Sergio, la domanda su quella importante scommessa vinta è d’obbligo. Ci vuole fornire qualche informazione in più in proposito?

Partirei col dire che il committente, la Viching del Gruppo Sthil, si è rivolto a noi dopo che altri grossi stampatori europei e cinesi avevano fallito. Il compito era così gravoso che me ne sono occupato personalmente dedicandoci la bellezza di quattro mesi, durante i quali ogni giorno, con ostinazione, ho eseguito prove su prove, con diversi materiali, fino a che dalla speciale pressa, fatta costruire ad hoc, quella carcassa non ne è uscita senza una grinza né un’ondulazione, come il cliente esigeva. Ancora oggi di quel particolare, formato con lamiera DC07 di 1,8 mm di spessore, nelle sue due versioni, una piccola e l’altra grande, ne realizziamo circa 100mila esemplari all’anno“.

Con le lamiere, invece, più sottili da voi impiegate, cioè quelle da 0,2 mm che genere di pezzi stampate?

Il prodotto più significativo è destinato al settore automotive ed è un paracalore in alluminio usato per proteggere componenti della vettura a stretto contatto con la marmitta catalitica i cui scarichi arrivano a temperature di 800 e più gradi centigradi. Anche di questo particolare, di cui “sforniamo” qualche milione di pezzi all’anno, siamo molto fieri perché nasce da una tecnologia di trasformazione generata al nostro interno“.

 

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