L’ufficio studi siderweb commenta i dati ISTAT riguardanti importazioni ed esportazioni di prodotti siderurgici in acciaio.

Con un +21,9% cresce l’import di acciaio ad aprile, migliora anche l’export.

I dati Istat riferiti al mese di Aprile 2018, rielaborati dall’ufficio studi di siderweb, evidenziano una crescita dell’import di materie prime siderurgiche, semilavorati, prodotti finiti e tubi del 21,9%. In termini di volumi ciò si declina in 2,614 milioni di tonnellate. Buona anche la crescita dell’export con un aumento di 1,509 milioni di tonnellate (+9,0% rispetto ad aprile 2017).

Focus sulla produzione

A giugno 2018 la produzione siderurgica italiana, secondo quanto riportato da Federacciai, è stata di 2,135 milioni di tonnellate, con un aumento dell’1,5% rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. Espresso in tonnellate, l’incremento è stato di 87mila tonnellate. A maggio le acciaierie nazionali hanno prodotto 1,128 milioni di tonnellate di prodotti lunghi (+7,7% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso) e 1,015 milioni di tonnellate di prodotti piani (+13,4%).

Outlook a breve termine

Le previsioni sul breve periodo per la siderurgia europea sono ancora positive nonostante il tasso di sviluppo sia stato rivisto al ribasso. Secondo le prospettive di Eurofer, l’attività dei settori utilizzatori in Ue crescerà del 3,1% nel 2018 rispetto al 2017, mentre l’anno prossimo si scenderà al +1,9%. Ciò si tradurrà in un aumento del consumo reale di acciaio del 2,2% nel 2018 e dello 0,9% nel 2019, mentre il consumo apparente farà registrare rispettivamente +2,1% e +1,2%.

Ripercussioni sul prezzo dell’acciaio

Secondo la rilevazione dell’Ufficio Studi siderweb, a giugno si è registrata un’ulteriore limatura dei prezzi dell’acciaio in Italia. Dopo il deciso passo indietro di maggio, nel sesto mese dell’anno il SiderIndex (ovvero l’indice che misura le quotazioni medie alla tonnellata dei prodotti siderurgici in acciaio al carbonio sul mercato italiano), infatti, è sceso a 422,29 euro la tonnellata, con una riduzione dell’1,5% rispetto a maggio, quando fu pari a 428,59 euro la tonnellata. Durante le prime rilevazioni di luglio, invece, le quotazioni hanno ricominciato a salire.

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