Il comparto della plastica a livello europeo: il report

Plastics – the Facts 2017 è il report di PlasticsEurope rilasciato periodicamente per fornire un’analisi della produzione, della domanda e della gestione dei rifiuti delle materie plastiche. Esplora le più recenti informazioni aziendali su produzione e domanda, commercio, riciclaggio e recupero, nonché sull’occupazione e sul fatturato nel settore delle materie plastiche. Il comparto plastico europeo, che include produttori, trasformatori, riciclatori e costruttori di macchine e attrezzature, consta di quasi 60.000 aziende appartenenti ai 28 paesi dell’UE, offre lavoro a più di 1,5 milioni di persone e ha chiuso il 2016 con un fatturato di 15 miliardi di Euro. Per quanto riguarda la produzione di materie plastiche (termoplastiche, poliuretani, termoindurenti, adesive, di rivestimento e sigillanti), l’Europa ha prodotto 60 milioni di tonnellate su un totale mondiale di 335 milioni di tonnellate, contribuendo però solo con un 19%, rispetto al peso dell’Asia che detiene il 50% del mercato (il 29% la sola Cina). La domanda europea di plastiche, che a livello globale conta 49,9 milioni di tonnellate di materie plastiche trasformate, posiziona la Germania al primo posto con un 24,5%, a cui fa seguito l’Italia, in seconda posizione con un 14,2%. I primi sei paesi da soli (Germania, Italia, Francia, Spagna, UK e Polonia) insieme al Benelux, pesano per l’80% sulla domanda globale europea. Per quel che concerne le destinazioni d’uso delle materie plastiche, l’imballaggio è al primo posto (39%), seguito dal settore delle costruzioni (19,7%), dall’automotive (10%), elettrico/elettronico (6,2), domestico/sport/tempo libero (4,2%) e quello agricolo (3,3%). Altro dato interessante riguarda il comparto del riciclo delle materie plastiche per il quale, per la prima volta, le attività di riciclaggio (aumentate del 79%) superano i volumi destinati alla discarica (con una riduzione del 43%). Su un totale di 27,1 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti, il 41,6% è stato destinato al recupero energetico, il 31,1% alle attività di riciclaggio mentre il 27,3% è stato portato in discarica.

 

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