L’innovazione della stampa 3D arriva nell’oleodinamica

Una piccola società di Varese attira l’attenzione del settore introducendo la manifattura additiva nell’oleodinamica. E investendo in un reparto interno di stampa 3D completamente attrezzato per progettazione, fabbricazione e finitura.

Crescere con la stampa 3D

Il settore dell’oleodinamica è caratterizzato da una lunga storia e tradizione e non è raro trovare in commercio prodotti idraulici progettati e costruiti con le stesse metodologie e gli stessi materiali di settant’anni fa. In questo panorama conservativo si sta facendo notare, da circa un anno a questa parte, una relativamente piccola realtà di Taino, in provincia di Varese, specializzata in valvole e sistemi oleodinamici standard o personalizzati per il tipo di applicazione idraulica. Aidro è stata fondata 36 anni fa da Paolo Tirelli, un ingegnere esperto in oleodinamica; è un’attività di nicchia (se paragonata alle multinazionali con le quali compete in fatto di valvole e collettori) che esporta la quasi totalità dei suoi prodotti all’estero ed è particolarmente forte nel settore delle macchine agricole, per il quale lavora spesso su commissione e in co-design con i suoi clienti per progettare, sviluppare e produrre soluzioni di alto livello. Aidro, nonostante le sue dimensioni, è oggi al centro dell’attenzione, anche da parte di grandi gruppi che operano nel suo stesso settore, perché ha concretizzato l’introduzione della stampa 3D industriale nell’oleodinamica. Pochi esperimenti in tutto il mondo sono stati fatti in questo senso, fino a oggi, e più che altro relativi a prototipi o poco convinti esercizi di stile per tastare il terreno sul potenziale della tecnologia additiva. Aidro è entrata invece con convinzione nella produzione additiva e, in poco più di un anno, arrivando a poter proporre prodotti definitivi stampati in 3D, con caratteristiche e prestazioni uguali a quelli prodotti con tecnologie tradizionali, ma più leggeri e in tempi più contenuti.

In questo comparto l’introduzione della stampa 3D non è facile perché le pressioni in gioco sono molto elevate e i polimeri della “tradizionale” manifattura additiva non possono reggere. La società varesina ha allora iniziato a progettare in additivo, sperimentare e testare ricorrendo inizialmente a service esterni per la stampa vera e propria, scoprendo che la soluzione giusta era quella della stampa 3D di metalli con tecnologia DMLS (Direct Metal Laser Sintering), nella quale i pezzi sono costruiti strato su strato da un laser che fonde polveri metalliche. E poi ha portato avanti quello che pochissime aziende, e nessuna in questo comparto, ha osato fare: invece di appoggiarsi a un service esterno per la produzione additiva, ha investito nell’allestimento di un reparto interno con una stampante per metalli e tutte le attrezzature necessarie per i pre e post trattamenti. Un investimento considerevole e inusuale, che comincia a dare ottimi frutti.

Dati questi presupposti siamo andati da Aidro per cercare di capire quali sono state le ragioni di questo investimento, come si è arrivati alla scelta della stampante 3D EOS, come è organizzata la progettazione e la produzione e quali sono stati i primi risultati conseguiti.

 

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