Scuole salesiane: lavoro per 9 studenti su 10

Una media di 24 mila allievi all’anno, distribuiti tra 63 centri di formazione professionale sparsi in 13 regioni da nord a sud della Penisola. Sono i numeri della Federazione Salesiana Cnos-Fap, che in occasione del 40° anniversario dalla fondazione, celebrato lo scorso venerdì 16 novembre con un convegno presso il Collegio Carlo Alberto di Torino, ne ha approfittato per fare un punto sull’occupazione post diploma dei suoi corsi. Dati che ancora una volta confermano un contributo decisamente positivo, a fronte di una tendenza nazionale che stenta a recuperare dalla crisi. Soprattutto in ambito giovanile. Ebbene, circa l’89% degli studenti che hanno frequentato i programmi Cnos-Fap sono riusciti ad avviare un percorso di carriera o hanno scelto di continuare ad affinare le proprie competenze specializzandosi. Viene registrata una condizione di disoccupazione solo per l’11% dei ragazzi, un valore ancora migliorabile ma comunque in linea con gli obiettivi della strategia europea di Lisbona 2020.  

La formula CNOS-FAP

Come sia possibile un risultato di questo tipo in una fase di perenne stagnazione sul fronte lavoro lo spiega don Enrico Stasi, presidente della Federazione Cnos-Fap: «Un solo soggetto non può immaginare di risolvere in autonomia un tale problema. Al cuore di tutto vi è l’alleanza tra più attori capaci di condividere un manifesto culturale comune. Vogliamo favorire l’incontro tra enti di formazione, politica, imprese, famiglie e altri interlocutori sociali coinvolti per rilanciare il ruolo della formazione professionale come risorsa unica e preziosa per la trasformazione della società italiana, per la formazione dei giovani al futuro, per la coesione sociale e territoriale, elaborando una proposta sfidante il contemporaneo, che ne chiarisca valori, scopi, strumenti e benefici per la comunità».

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