A discapito di quanto spesso si pensi, la tecnologia di lavorazione della lamiera si dimostra oggi viva e vegeta nonostante l’impatto della stampa 3D, che si sta pian piano facendo spazio anche nell’industria dei metalli. La produttività di un impianto di stampaggio da coil è infatti, oggi, di svariati ordini di grandezza superiore a quello di un impianto di produzione additiva: ma per quanto sarà ancora così?

Molto tempo è passato dalla SLA 1 di Charles (Chuck) W. Hull del 1986, la prima stampante 3D brevettata e commercializzata. Circa vent’anni dopo, allo scadere dei vincoli a protezione delle innovazioni introdotte, la tecnologia della stampa 3D visse una seconda giovinezza con la prima ondata pionieristica di stampanti 3D sia prodotte industrialmente che fatte in casa.

Adrian Bowyer, ideatore della celebre serie di stampanti RepRap (REPlicating RApid Prototyping) prometteva di rivoluzionare il mondo con macchine in grado di replicare se stesse, realizzano l’utopistico sogno di creare un “Costruttore universale di Von Neumann”, quasi fosse un organismo vivente. Per rimarcare questo concetto, a ogni evoluzione di queste stampanti venne dato il nome di un biologo che aveva contribuito alla definizione della teoria della specie.

Acqua è passata sotto i ponti anche dai dibattiti per le più recenti elezioni politiche italiane, quando la tecnologia additiva era considerata da esponenti di spicco (non si sa bene a che titolo) il futuro della manifattura tout-court.

Ancora oggi non si può trarre una conclusione su quanto la tecnologia additiva rimpiazzerà quella sottrattiva o di deformazione, ma si può fare un punto dello stato attuale della stampa tridimensionale soprattutto nei confronti della tecnologia che più ci interessa, ovvero lo stampaggio della lamiera, sia da pretagliato che da coil. La creazione di lamiere, presupposto per lo stampaggio, è una tecnologia antica. Il primo disegno di un laminatoio per metallo, non si sa se realizzato o rimasto allo stadio concettuale, è del 1480 e pochi si stupiranno che sia stata opera di Leonardo da Vinci.

Luca Cimmino