Per poter beneficiare della deduzione fiscale, secondo le regole del nuovo iperammortamento, i beni oggetto dell’investimento agevolabile dovranno essere conformi a quanto richiesto dalla normativa. Ma come si può avere la certezza di essere “compliant”?
Digitalizzazione, aggiornamento tecnologico dei macchinari e dei software, normative, obblighi e scadenze hanno costellato lo scenario degli ultimi anni, in maniera rilevante. Hanno creato, allo stesso tempo, un ecosistema di dialogo tra imprese, istituzioni e fornitori di tecnologia, con l’obiettivo di facilitare un percorso di compliance per il raggiungimento di un vantaggio competitivo.
Questo perché ogni investimento è un’opportunità concreta, e non dovrebbe limitarsi al semplice acquisto di un macchinario, ma andare ben oltre. È necessaria una pianificazione all’interno del macro-quadro Industria 4.0 e 5.0 ma, allo stesso tempo, è fondamentale creare valore reale e duraturo. Eppure, alla base di tutto, c’è la conformità, presupposto indispensabile per accedere a incentivi e agevolazioni. Senza, il resto è solo teoria.
L’iperammortamento e la necessaria compliance

Nel 2026, grazie all’iperammortamento, sarà possibile pianificare e operare considerando un orizzonte temporale triennale. E, in questo modo, si potranno pianificare gli investimenti con maggiore stabilità. La peculiarità dell’attuale contesto è l’assenza di sovrapposizione tra incentivi (4.0 o 5.0): esiste, oggi, un unico schema, chiaro e unificato. Dove, però, il bene deve essere integrato all’interno del sistema informativo aziendale.
La nuova normativa, infatti, non premia solo il possesso di tecnologie avanzate, ma anche la capacità della macchina di dialogare in modo bidirezionale con i processi produttivi e logistici. E come si fa ad essere sicuri di rispondere ai requisiti di compliance, ovvero ad essere conformi a quanto richiesto dalla normativa, per poter beneficiare delle misure agevolative?
Per essere “compliant”, sarà necessario assicurare il rispetto rigoroso dei parametri di interconnessione e automazione, come stabilito dagli Allegati IV e V della Legge 199/2025, in sostituzione degli Allegati A e B della 232/2016. Non si tratta di una semplice formalità, bensì di un requisito tecnico stringente. Solo in questo modo sarà garantito l’accesso ai benefici fiscali (la maxi-deduzione dell’iperammortamento), evitando future contestazioni.
Il parere di conformità
Per la compliance si può ricorrere a professionalità esterne o restare “in house”. A volte, però, uno sguardo terzo riesce ad avere una visione completa, evidenziando criticità che spesso sfuggono anche ad occhi esperti. A tal proposito, durante la 24esima edizione di MECSPE, Tinexta Innovation Hub ha presentato un servizio già in uso da qualche anno.

È Compliance 4.0. Si tratta di un documento tecnico-commerciale strutturato, che monitora i requisiti normativi applicabili al bene strumentale de quo. Dopo una valutazione iniziale – previa raccolta e analisi del materiale fornito dall’azienda – viene rilasciato un primo parere tecnico. Questo conferma la possibilità di procedere o indica elementi non conformi, specificando come correggerli.
In caso positivo, quindi, viene rilasciata una certificazione o un parere di conformità. E, attraverso la redazione di una relazione tecnica – corredata da un dossier di carattere informativo e normativo – si procede poi con la formalizzazione della compliance. Per rendicontare il mantenimento dei requisiti, invece, si può ricorrere a Chrono 360. Insomma, gli strumenti esistono. Bisogna solo procedere con gli investimenti, quanto prima.