Smart Export 2018

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I protagonisti della tavola rotonda. Image credit: Federazione ANIMA

Smart Export 2018, Federazione ANIMA racconta l’internazionalizzazione della meccanica italiana

Il 13 dicembre si è tenuto Smart Export 2018; tale iniziativa costituisce l’evento annuale, organizzato da ANIMA, per affrontare il tema dell’internazionalizzazione.

Smart Export è stato architettato in due diversi momenti: il primo di carattere istituzionale, un forum nel quale hanno preso la parola personalità istituzionali, CEO e top manager di importanti aziende del settore manifatturiero. La seconda parte è stata invece dedicata ai workshop organizzati da Federazione ANIMA per le aziende.

Forum sull’Internazionalizzazione Smart Export 2018: le nuove corsie preferenziali.

Il Forum ha visto la partecipazione, in qualità di relatori, di:

Federazione ANIMA: i dati sull’export e l’appello alle istituzioni

Alberto Caprari

Ad aprire i lavori è stato proprio il Presidente di ANIMA, Alberto Caprari. Dopo una breve presentazione dello Smart Export e dell’Associazione, il Presidente ha fatto il punto sulla situazione delle esportazioni che stanno attraversando una buona stagione con aumenti registrati specialmente in USA, Russia, Polonia, Iran, Grecia e Indonesia.

L’intervento è poi proseguito presentando gli appuntamenti per il 2018 organizzati da ANIMA. L’agenda è intensa, di particolare rilevanza in tema di Smart Export i Focus Paese: eventi nei quali vengono approfonditi mercati individuati come strategici per la filiera meccanica; per ogni Paese vengono affrontate tematiche sullo sviluppo del mercato, la contrattualistica internazionale, gli approcci fiscali e le problematiche doganali entrando nel dettaglio.

In conclusione il presidente Caprari ha fatto appello alle istituzioni affinché potenzino le iniziative volte a favorire l’aumento delle esportazioni per le imprese, in particolare ha richiesto: maggiore copertura finanziaria nei Paesi complicati, misure di defiscalizzazione per l’attivazione di filiere produttive, incentivi all’export per l’analisi e gli studi di certificazione e filiere ed infine l’attivazione di coperture dei cambi più semplici.

La manifattura meccanica italiana nel mondo, una storia di successi

Marco Fortis

Partendo spunto dal film “Unicità ed eccellenza della manifattura italiana” (clicca qui per vedere il trailer) Marco Fortis ha sviluppato il discorso sulla situazione dell’export italiano. Esso è cambiato sostanzialmente negli ultimi anni e la scena non è più dominata unicamente dai prodotti enologici e dalla moda; si sono infatti resi protagonisti settori ricchi di innovazione e ricerca quali l’automazione ed il farmaceutico.

Estremamente positivi sono i risultati raggiunti dall’export italiano nel settore della meccanica; esso è stato infatti in grado di trainare la produzione industriale ed è stato uno dei fattori, insieme alla ripresa dei consumi privati e agli investimenti supportati dal Piano Industria 4.0, che ha permesso la ripresa del PIL.

Secondo Marco Fortis quello che emerge dai dati macroeconomici è che, se l’Italia non risulta ancora protagonista sulla scena internazionale, la causa non è da ricercarsi nell’Industria; tale settore infatti ha mostrato chiari segnali di ripresa attirando plausi anche di Istituzioni internazionali; il problema potrebbe imputarsi piuttosto alla Pubblica Amministrazione, all’incertezza del diritto Italiano e al sistema finanziario e bancario che, parte per la crisi non ancora superata, parte anche per cattiva amministrazione, non è ancora in grado di garantire la massima competitività.

I consigli dal mondo dell’impresa

Noseda, Rota, Zeni, Liberatore, Grassi.

La tavola rotonda è stata l’occasione per top manager e CEO provenienti da vari settori industriali di raccontare la propria esperienza e fornire suggerimenti e spunti di riflessione ai presenti.

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Image credit: Federazione ANIMA

Secondo i relatori, attualmente, al fine di esportare i propri prodotti, sono privilegiate le imprese che investono tempo nello scegliere il mercato corretto e nel tessere le giuste relazioni con i vari player, sia economici sia istituzionali, locali; è emerso infatti che il classico approccio occasionale, improvvisato e temporaneo non funziona più. I Paesi tendono infatti a favorire l’insediamento di imprese estere, che possibilmente svolgono produzioni in loco ed aprono filiali; da qui la necessità di spendere del tempo al fine di avviare una buona comunicazione interculturale ed una comprensione efficace del mercato.

In questa cornice diventano valori fondamentali la capacità di poter creare network con le imprese locali, il miglioramento della cultura aziendale in ottica di permanenza nel mercato ospitante da cui deriva un’adeguata pianificazione delle risorse umane che permetta una corretta integrazione tra culture diverse, la flessibilità e la collaborazione con le Associazioni.

Tra i suggerimenti forniti ai presenti è stata sottolineata l’importanza di non pianificare attività sulla base dei benefici derivanti dall’offerta di un singolo cliente ma concentrarsi sulle opportunità dell’intero mercato; inoltre è stata evidenziata la necessità di prepararsi anticipatamente ed approfonditamente agli incontri chiave con i player locali al fine di non perdere opportunità e di sfruttare gli strumenti messi a disposizione dalle Istituzioni e dalle Associazioni di categoria.

Come possono essere da aiuto associazioni ed istituzioni?

Vincenzo De Luca, Michele Scannavini

Cuore dell’intervento è stato individuare quali sono, secondo i relatori, i Paesi più attrattivi per l’export italianoSono stati identificati a tal proposito gli USA, la Cina, la Russia e i Paesi dell’Africa sub-sahariana.

Per entrambi i relatori di centrale importanza è stato lo sforzo di comunicazione delle Istituzioni che ha permesso di risolvere il tradizionale ostacolo riscontrato in mercati geograficamente e culturalmente lontani: avere un offerta competitiva ma scarsamente comunicata. Esempi emblematici di ciò sono stati la Cina e l’Africa sub-sahariana.

Per concludere è stato chiesto cosa possono fare le Istituzioni e le associazioni rappresentate dai relatori per le imprese che intendono internazionalizzare e come possono essere contattate dalle aziende.

De Luca ha sottolineato che non è necessaria una grande dimensione aziendale per poter internazionalizzare o esportare, è necessario invece capire il mercato target informandosi su opportunità, dogane e istituzioni locali. La Farnesina, attraverso le proprie ambasciate, consolati e uffici ICE, è in grado di fornire sostegno alle imprese nei rapporti con istituzioni locali e dogane, analisi di mercato ed eventuali risoluzioni di controversie. E’ stata inoltre agevolata la procedura per ottenere i visti lavorativi d’affari, disponibili in 48 ore.

ITA invece, afferma Scannavini, ha obiettivo di promuovere il Made in Italy nel mondo e di coordinare l’attrazione degli investimenti. Dispone di uffici in tutto il mondo e di un sito internet su quale è possibile trovare il materiale necessario ad screening preliminare per il processo di internazionalizzazione.

Emerge dagli interventi una conferma di quanto consigliato durante la tavola rotonda: le opportunità offerte dai mercati internazionali sono molteplici; esistono enti che hanno come mission aiutare le imprese a esportare i propri prodotti. Perché non rivolgersi a loro?

Esportazioni: opportunità e rischi

Hans-Michael Wolffgang

Il Forum si è concluso con l’intervento del Professor Hans-Michael Wolffgang, docente e consulente esperto in ambito di esportazioni e controllo doganale.

Il Professor Wolffgang si è dapprima soffermato sulla figura dell’ AEO – Authorized Economic Operator, su quali sono i benefici ottenibili dalle imprese in seguito al riconoscimento di tale status e quali sono i requisiti necessarie per poterne avviare la richiesta.

Successivamente il relatore ha analizzato i rischi derivanti dal commercio internazionale focalizzandosi principalmente sui controlli sulle esportazione e sulle restrizioni da rispettare; sono state esaminate le cause ed i propositi dei controlli sulle esportazioni, gli enti che propongono tali normative ed i doveri degli esportatori.

In conclusione è stato fatto cenno a quali sono le chanche offerte dal commercio internazionale riferendosi principalmente alle tariffe preferenziali e ai free trade agreement.

I Workshop dello Smart Export 2018

Export Control: Dual Use

I relatori, prof. Wolffgang e Fulvio Liberatore, hanno affrontato la tematica del Dual Use; tale etichetta raggruppa le tecnologie che possono essere utilizzate per scopi pacifici o militari. Tale ambito è stato riformato attraverso il Regolamento CE 428/2009; scopo del workshop è stato aiutare a comprendere quanto ciò impatterà sulle esportazioni nel settore. Il governo inoltre sta emanando un D.Lgs per modificare la disciplina relativa alle autorizzazioni, sanzioni e tempi di risposta in materia di dual use; i relatori hanno affrontato anche tale punto per aiutare le imprese a capre come trarre il massimo vantaggio da queste innovazioni.

 LinkedIn per l’Export

Incontro strutturato per illustrate le potenzialità di LinkedIn, il social network sviluppato apposta per il business. Tale strumento può infatti essere un valido aiuto per le PMI italiane se utilizzato in modo efficace.

Il workshop, a cura di Regina Moretto, ha toccato vari punti: dal personal branding alla corporate identity fino all’analisi della situazione social delle aziende.

Sono stati fatti cenni su come ottimizzare le Pagine aziendali e i profili e sulla focalizzazione dei contenuti e delle Call To Action in relazione agli obiettivi aziendali. Infine è stato esaminato come sia possibile integrare lo strumento Linkedin con altri media quali Sito Web, stampa e altri profili social.

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