Nuova assunzione? C’è la “decontribuzione”!

Si definiscono i contenuti della nuova Legge di Bilancio per l’anno 2018 e, come sempre, conviene tenere le antenne dritte sugli eventuali vantaggi che ne potrebbero derivare per il comparto produttivo.

Una delle “parole d’ordine” da tenere maggiormente presenti è “decontribuzione”: in particolare parliamo di uno sgravio contributivo del 50% entro i 3 mila euro annui di importo, per la durata di tre anni (36 mesi) rivolto alle attività che assumono con contratto a tutele crescenti lavoratori fino a 35 anni di età nel 2018, e fino a 29 anni dal 2019, e che non hanno effettuato licenziamenti nel corso dei sei mesi che precedono la nuova assunzione. Lo sgravio contributivo, introdotto in via permanente, è destinato ad accompagnare il lavoratore nel corso di tutto l’arco della sua carriera professionale. Se cambia società, la decontribuzione viene trasferita al nuovo datore di lavoro per il periodo residuo e fino alla piena fruizione.

Particolarmente supportate saranno le imprese del Sud, e in special modo di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. Infatti, grazie alla proroga di un altro anno del cosiddetto “Bonus Sud” previsto dalla Legge di Bilancio 2017, l’esonero contributivo potrà essere totale, e si potrà applicare anche ai disoccupati over 35 anni se da sei mesi saranno privi di impiego regolarmente retribuito. Interessante anche la possibilità per l’imprenditore di sottoscrivere un contratto a tutele crescenti con ragazzi che hanno svolto alternanza scuola lavoro per almeno il 30% del totale delle ore previste, o periodi di apprendistato di primo o di terzo livello: anche in questi casi scatta la decontribuzione totale.

Ma ci sono anche altre ragioni per cui la Legge di Bilancio potrebbe far sorridere le Pmi. Ci riferiamo ad esempio al cosiddetto “Bonus quotazione”, riservato alle realtà che dal prossimo anno avvieranno l’iter per l’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro della Ue o dello spazio economico europeo. A loro beneficio ci potrà essere un credito d’imposta pari al 50% delle spese di consulenza sostenute a tal fine nel triennio 2018-2020. L’agevolazione, che potrà essere riconosciuta solo in caso di esiti positivi dell’ammissione, ha una misura massima di 500 mila euro. Il tetto complessivo è di 80 milioni di euro nel periodo 2018-2020. Sono circa 17, intanto, i miliardi stimati dal Mise per i bonus sui macchinari e sugli investimenti in 4.0 avanzati da qui al 2028.

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