Golla (Siemens): “Il futuro dell’Europa dipende dal digitale”

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f. gollaL’Italia può ripartire, ma a determinate condizioni. Prima di tutto se consideriamo il nostro paese all’interno del sistema Europa; se fermiamo la deindustrializzazione; se ritorniamo competitivi; se rilanciamo gli investimenti in infrastrutture; se definiamo un piano energetico sostenibile; se accettiamo la sfida dell’innovazione; se sviluppiamo l’era dell’industria 4.0”. Così Federico Golla, presidente e ceo di Siemens Italia, all’incontro “La sfida della crescita: l’Italia può ripartire?” durante la XXXV edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli presso la Fiera di Rimini.

Lo sviluppo del settore manifatturiero in Italia ha registrato negli ultimi dodici anni un segno meno (-4,6%), a differenza, per esempio, della crescita dell’1,6% registrata in Germania“, ha sottolineato Golla. Secondo il Centro studi di Confindustria dal 2001 al 2013, nel manifatturiero, l’Italia ha visto un milione e 160 mila addetti perdere il lavoro e 120 mila imprese chiudere i battenti. “Questi dati – ha aggiunto – dimostrano che è in atto un processo di deindustrializzazione in Italia come in Europa e di conseguenza una progressiva perdita di competitività”.

Il potenziale per la ripresa c’è. “La leva è una sola: innovazione digitale. Nei processi industriali così come in altri settori – ha affermato il manager –. In ambito energetico il ruolo del digitale lo vediamo già con la rete elettrica smart dove l’Italia con alcuni progetti pilota rappresenta un benchmark europeo. In generale qui l’obiettivo primario è ridurre il costo dell’energia. Le tecnologie possono venire in aiuto come del resto già indicato dalla politica energetica europea. Nella produzione industriale, la parola d’ordine è digitalizzazione della manifattura che ridefinisce il dialogo tra macchine e computer. Per molti esperti la cosiddetta industria 4.0 rappresenta la quarta rivoluzione industriale dopo la meccanizzazione della produzione del 18esimo secolo, la produzione di massa e l’introduzione della catena di montaggio del 19esimo secolo e l’impiego dell’elettronica e dell’IT per i processi di automazione a partire dagli anni ‘60. Quello dell’industria 4.0 è un processo che durerà anni ma non quanto le rivoluzioni precedenti! Perdere questa opportunità vuole dire non recuperare competitività e uscire definitivamente dal mercato”.

In Germania Siemens ha appena lanciato un’alleanza con università e istituti di ricerca per lo sviluppo di software e tecnologie per l’automazione industriale e la digitalizzazione. In questo stesso ambito in Italia il gruppo guida il progetto “Smart Manufactory 2020”, supportato da Fondazione Politecnico, che si occupa delle performance delle imprese italiane e della complessità dei sistemi produttivi. L’obiettivo è tradurre in realtà l’idea della nuova fabbrica del futuro intesa come un sistema informativo integrato e olistico.

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