Caccia grossa agli sprechi in piegatura

Il piegatore è un operaio specializzato che oltre a produrre pezzi di buona qualità deve anche essere in grado di ottimizzare il processo. Ecco alcuni consigli pratici.

Spirito di osservazione

Chiunque sappia o abbia letto qualcosa sulla “lean manifacturing” conosce perfettamente quali sono i pilastri che governano tale approccio al mondo del lavoro. Molte logiche vengono riviste, molti assiomi vengono ribaltati sull’onda di un fondamento comune che costringe ad aprire la mente e a imparare a “vedere ampio”. Senza andare a indagare sui metodi e sulle storie dei precusori illustri delle molteplici discipline inerenti all’aumento della qualità e dell’efficienza è, tuttavia, interessante citare il celebre “cerchio di Ohno” perché si tratta di una tecnica semplice quanto efficace che educa al ripensamento dei processi attraverso l’individuazione degli sprechi. Mostra quanto sia importante sapersi “distaccare” dalle proprie abitudini mettendosi idealmente in un punto da cui poter godere di una panoramica estranea e nuova grazie alla quale sia possibile cambiare prospettiva e valutare aspetti nuovi e ignorati fino a un attimo prima. Ohno, per la cronaca, è stato un celebre e venerando manager della Toyota che soleva educare i nuovi team leader facendoli rimanere ore e ore in piedi all’interno di un cerchio da lui tracciato a terra con un bastone. L’ordine era: «Guarda e osserva tutto ciò che vedi che può essere migliorato. Senza uscire». Un concetto estendibile anche al mondo della pressopiegatura.

 

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