Cybersecurity: da Boole Server la piattaforma di collaborazione sicura

 

BooleBox, grazie alla cifratura di livello militare, è in grado di bloccare tutti i canali attraverso cui i dati possono essere indebitamente consultati, diffusi o manipolati. Nel pieno rispetto dei dettami del GDPR.

Da mesi sui calendari di tutte le aziende una data dovrebbe essere stata cerchiata: il 25 maggio 2018. Con il seguente post-it: entrata in vigore del General Data Protection Regulation (GDPR) adottato dalla Commissione Europea con l’intenzione di rafforzare e unificare la protezione dei dati personali dei propri cittadini. Alcuni lo avranno recepito come un mero, e oneroso (le sanzioni per chi non si adeguerà potranno arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato) adempimento. Guardando, però, alla possibilità di dotare la propria azienda di avanzati sistemi di data protection, la percezione dell’impegno nel dare attuazione a questo regolamento europeo può decisamente cambiare.

La soluzione

Boole Server, primo provider italiano di soluzioni innovative per la protezione dei dati sensibili e riservati, sfruttando l’esperienza ventennale del suo fondatore, Valerio Pastore, nel campo della sicurezza militare ha anticipato, di fatto, la Commissione Europea con BooleBox.
Questa, infatti, è una piattaforma innovativa di condivisione dei file che, grazie alla cifratura di livello militare, è in grado di fornire all’utente il controllo assoluto sui dati personali e aziendali, impedendo qualsiasi forma di accesso non autorizzato a file e documenti. Ed è un prodotto attualmente distribuito in oltre 25 Paesi attraverso una rete di partner tecnologici in costante crescita.
«Per proteggere i dati, BooleBox utilizza lo standard AES a 256 bit con algoritmo di cifratura a blocchi e chiavi simmetriche» spiega proprio Valerio Pastore. «Grazie a questo processo le informazioni sono protette in modo tale che solo il mittente e il destinatario possano accedervi, assicurandone l’integrità e impedendo l’accesso di terze parti, tra cui qualsiasi service provider compresa BooleBox stessa. Questo processo di cifratura non è più circoscritto all’ambito strettamente militare e ora può essere alla portata di tutti i nostri utenti: questa è la chiave di volta per creare una rete sicura, elemento da considerare prioritario nell’attuale processo innovativo digitale».
Negli ultimi dieci anni, secondo i dati diffusi a gennaio dalla Banca Mondiale, il numero degli utenti Internet nel mondo è più che triplicato: da 1 a oltre 3,2 miliardi.
Alla crescita della connessione globale si accompagna, però, una sempre maggiore espansione dei fenomeni di cybercrime. Se usiamo una lente di ingrandimento sulle aziende italiane, emerge che nell’arco di un anno, in media, un’impresa su tre è sotto attacco informatico.
«Molto è legato a un problema culturale di insufficiente consapevolezza del rischio, che spesso è sottostimato» precisa Valerio Pastore. «Il trend del cybercrime è in crescita dal 2011 e, secondo il rapporto 2018 del Clusit (Associazione italiana per la sicurezza informatica), i costi generati globalmente dalle sole attività cybercriminali sono quintuplicati, passando da poco più di 100 miliardi di dollari nel 2011 a oltre 500 miliardi nel 2017. La questione non è più se le aziende, grandi o piccole che siano, verranno attaccate, ma quando».

Pacchetto Protezione Dati

BooleBox, sia nella versione ON-Premises sia in quella Cloud, è perfettamente in linea con le attuali prescrizioni del GDPR che, insieme alla Direttiva 2016/680, compone il nuovo “Pacchetto Protezione Dati”.
In particolare, risponde alle indicazioni del Regolamento grazie agli avanzati sistemi crittografici, sia per la comunicazione sia per la conservazione dei dati personali degli utenti, che consentono al titolare del trattamento di essere esonerato dall’obbligo di comunicare un’eventuale violazione dei dati personali ai diretti interessati. I sistemi di memorizzazione separata dei dati, con tecniche crittografiche avanzate e metodi di pseudonimizzazione, impediscono poi l’identificazione degli interessati in caso di attacco informatico.
L’obbligo di cancellazione dei dati è garantito dalla possibilità di eliminare quelli illegittimamente trattati, grazie alla predisposizione di adeguate misure tecniche che garantiscono il “diritto all’oblio”, mentre il sistema di conservazione dei dati personali degli utenti sempre all’interno dell’Unione Europea garantisce il rispetto degli articoli 45 e 46 del Regolamento.

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