GF Machining Solutions, i mille volti dell’innovazione

Presente al recente Congresso Stampi & Co. quale sponsor e con gli interventi del managing director Andrea Fritzsch, di Giovanni Rimoldi come head of sales e del tooling & automation manager Marco Zilli, GF Machining Solutions ha portato all’evento il racconto del suo passaggio «dal metallo al software». È d’altra parte questa la transizione che la stessa manifattura mondiale sta vivendo. Essa è dominata dal concetto di digital transformation che alla meccanica di precisione presenta i vantaggi della velocità, del massimo allineamento al time to market e della flessibilità. Quest’ultima in particolare coincide, nel segno della customizzazione di massa, con la chance di gestire la produzione di piccole serie con gli stessi criteri con cui si gestiscono i grandi lotti. Se le relazioni che hanno preceduto quella della squadra di GF Machining Solutions avevano già inserito la necessità di ridurre gli sprechi e le inefficienze fra i loro piatti forti, Rimoldi e i suoi hanno spiegato come cogliere l’obiettivo. Alzando l’asticella della qualità, naturalmente, grazie alla standardizzazione delle procedure e alla tracciabilità di ogni fase del processo produttivo. La risposta di GFMS alle sfide del mercato 4.0 sta nella suite T.R.U.E. (True Response to User Expectation) che sovrintende alla gestione dell’automazione nei reparti produttivi e – grazie all’applicativo rConnect – alla connettività di una supply chain. D’altronde poi, i fattori critici dell’automazione sono «tooling, robotica, software» e devono garantire un incremento della produttività grazie alle loro caratteristiche di «modularità, flessibilità, semplicità di installazione e utilizzo». All’Ict spetta il compito di integrarsi coi sistemi CAD-CAM e gestire una molteplicità di linguaggi e soluzioni, visto che all’interno delle isole di lavoro trovano spazio componenti di provenienza eterogenea. T.R.U.E. «associa funzioni di controllo delle celle automatizzate alle soluzioni CAD-CAM integrando macchine, automazioni, robot, design, post-processing», in linea coi bisogni degli stampisti.

Un ampio ventaglio di tecnologie

La capacità di affrontare i molti mutamenti del panorama industriale cavalcandoli a suo vantaggio deriva a GF Machining Solutions dall’esperienza che il marchio di origine elvetica ha maturato nel corso della sua storia su un ampio ventaglio di tecnologie. Alcune di esse sono state oggetto a Stampi & Co. delle relazioni di Andrea Romanini, Claudio Rossi e Marco Camagni. Sono rispettivamente key account sales manager, product specialist advanced manufacturing e application developer del costruttore in Italia. Il loro intervento è stato sin dal titolo ispirato alle Tecnologie innovative per competere e si è concentrato via via sulle soluzioni additive come Direct Metal Printing (DMP). È una metodologia di produzione additiva per la realizzazione di parti con un’ampia varietà di leghe metalliche. E soprattutto con un processo strato-per-strato che non genera scarti e dal quale si ottengono componenti dalla densità in tutto e per tutto simile (99,9%) a quella delle lavorazioni tradizionali. Oltre a contribuire all’incremento delle funzionalità termiche, strutturali e fluidodinamiche questo approccio consente di ottenere articoli più leggeri con un maggior grado di personalizzazione. GFMS ha illustrato i vantaggi delle costruzioni ibride che arrivano là dove le tecniche additive non riescono a giungere e che prevedono la stampa di complesse su preformati realizzati con tecnologia CNC convenzionale; e di stampare parti complesse su basi massicce da fresare in un secondo momento. L’obiettivo finale dell’evoluzione tecnologica deve però essere quello di migliorare le prestazioni di uno stampo riducendo costi e complessità ed è possibile coglierlo integrando più tipologie di lavorazione nelle catene produttive complesse.

Potenzialità dell’offerta laser

Dal 3D printing all’elettroerosione e dalla classica fresatura al laser; senza trascurare le operazioni di trattamento superficiale, rivestimento, finitura. A quest’ultimo proposito i progressi del produttore sono stati nel corso del tempo ragguardevoli cosicché oggi una macchina come Laser P 4000 U possa lavorare su cinque assi pezzi oltre le 32 tonnellate su grandezze da 1.500×3.000 millimetri. Un accento forte è stato posto sulle potenzialità delle tecnologie laser blasting a tre-cinque assi che consentono di ottenere notevole omogeneità e originali effetti-sabbiatura. Applicabili con successo in una varietà di comparti che spaziano dal packaging all’auto sino all’ICT le soluzioni laser di GFMS hanno in comune la capacità di ridurre il time-to-market integrando «texturing, incisione e sabbiatura in un solo processo» e sostituendosi, con risparmio di elettrodi, all’elettroerosione. Inoltre, il laser agevola il lavoro «all’interno delle cavità per via dell’assenza di contatto fra utensile e materiale». Evita il ricorso ai processi manuali e, in ambienti digitalizzati, semplifica i processi rendendoli sicuri e ripetibili e minimizzando i tempi di produzione. Le macchine GFMS messe in mostra durante l’intervento al Congresso nazionale di Ucisap sono state in particolare i modelli P1000; P1200U; P400 e P400U, ciascuna con prerogative, funzioni, performance specifiche.

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