Anie: da marzo il nuovo Master per manager 4.0

Parte a marzo il Master Anie per l’Industria 4.0. Rivolto ai manager e a tutte le figure aziendali con potere decisionale, intende fornire strumenti pratici e concettuali, nonché opportunità, per affrontare i diversi passaggi della digital transformation. Con un focus sulle tecnologie abilitanti e le sue implicazioni sul business, in modo da creare valore e aumentare la propria competitività sui mercati.

Sono quattro i grandi temi che verranno affrontati nel percorso formativo di Anie, un Master per l’Industria 4.0 che si articolerà in otto incontri tra marzo e giugno: i finanziamenti, le agevolazioni e l’accesso al credito (20 marzo); le competenze digitali (28 marzo), i criteri di standardizzazione di Industria 4.0 (17 aprile) e le tecnologie abilitanti, che saranno affrontate in 5 sottomoduli: manifattura additiva (7 maggio); digitalizzazione, Big Data e analytics (14 maggio); cybersecurity (16 maggio); intelligenza artificiale e blockchain (11 giugno); simulazione, realtà virtuale e aumentata (20 giugno).

Il contributo di Anie per far crescere l’adozione del digitale

La didattica vedrà il contributo dei partner IMQ e Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), di associati esperti, di docenti universitari e comprenderà visite a smart factory, come Sew-Eurodrive a Solaro (MI) e a laboratori 4.0, come lo Smart Lab di ABB a Dalmine (Bg) e il Technology Application Center (TAC) di Siemens a Piacenza.

Il percorso si rivolge a tutta la filiera dell’innovazione: a monte ai fornitori di tecnologie digitali, ai costruttori di macchine e agli integratori di sistemi; a valle alle industrie e alle aziende che intendono innovare o hanno già intrapreso il “digital journey”: imprenditori, figure che operano a livello gestionale, responsabili risorse umane, responsabili commerciali.

I moduli saranno fruibili anche separatamente, in base agli ambiti di competenza dei partecipanti. Anie suggerisce alle imprese l’acquisto dell’intero master, eventualmente distribuendo su figure professionali diverse i differenti moduli.

Anie Confindustria è la federazione delle imprese elettrotecniche ed elettroniche italiane, con 1.300 associate e circa 468 mila occupati, un fatturato aggregato di 78 miliardi di euro, di cui 30 miliardi in export e investimenti in ricerca e sviluppo pari al 4% del giro d’affari, che rappresenta più del 30% dell’intero investimento in R&S del settore privato in Italia.

Con un contributo attivo grazie alle sue competenze, Anie ha fatto parte fin dall’inizio, con Confindustria, della cabina di regia del Piano Industria 4.0, poi Piano Impresa 4.0, oggi confermato dal nuovo governo anche se con differenti modulazioni.

Con questo Master la federazione vuole dare una risposta sistematica e approfondita alle numerose domande di chiarimento e di comprensione che, da più parti, le sono arrivate da quando nel 2017 ha aperto sul proprio sito un canale di delucidazione sulle tecnologie abilitanti l’Industria 4.0.

Formazione delle competenze al primo posto

«Un paese che punta sull’innovazione non può dimenticare le persone. Oggi la formazione è una delle risposte primarie a un bisogno delle aziende e investire in competenze risulta indispensabile», ha commentato Giuliano Busetto, presidente di Anie Confindustria . È fondamentale ripensare al sistema di formazione in modo che sia più coerente e rispondente alle necessità dell’industria. In questo senso, il nostro master forma i professionisti su aspetti quali finanza e fiscalità, nuove competenze e modelli di business, standardizzazione, tecnologie, il tutto in ottica 4.0».

Elemento distintivo del Master sarà infatti il focus sulle tecnologie che abilitano la trasformazione digitale, in modo da comprenderne concretamente l’impatto sul business e sui possibili nuovi modelli aziendali, che offriranno chance alle nostre imprese anche in mercati maturi.

Aumentare la base degli innovatori e prenderli per mano

Così Andrea Bianchi, direttore delle politiche industriali per Confindustria, ha ricordato le sfide del sistema industriale italiano: «Non basta acquistare macchine moderne, queste sono condizione necessaria ma non sufficiente per cogliere a pieno la rivoluzione digitale. Con l’iperammortamento è cresciuta l’attenzione, ma ora le sfide sono due: ampliare la base degli innovatori, poiché sono ancora poche le aziende che investono in digitalizzazione e quindi noi abbiamo il compito di aumentare il livello di awareness e di coinvolgimento delle imprese. Secondo compito, dobbiamo accompagnarle verso un utilizzo efficiente dell’integrazione digitale: trasformazione dei processi e dei modelli, ossia passare dal vendere un prodotto al vendere un servizio. La formazione è un elemento chiave e rappresenta infatti la seconda fase del processo, dopo aver ammodernato il parco macchine. Dobbiamo andare più in profondità nell’accompagnamento delle imprese verso la trasformazione digitale del sistema fabbrica come scelta strategica con tutte le sue implicazioni».

Ha confermato questa visione Fabrizio Scovenna, presidente di Anie Automazione: «Non solo cambio delle macchine, ma anche cambio di cultura. Serve infatti un approccio sistemico al cambiamento dei processi e del business stesso. Prima il focus era su come organizzare e ottimizzare la produzione, ora sulla ingegnerizzazione del prodotto e sulla sua reingegnerizzazione, sui software, sulla prototipazione digitale, su come impostare il prodotto-servizio, i quali diventano un unicum. Oggi un prodotto può essere reso flessibile e customizzato a seconda della domanda di mercato e dei diversi mercati, grazie ai software di simulazione, i cosiddetti “gemelli digitali” che consentono prototipazioni virtuali veloci e a costi ridotti. Le più grandi ne hanno compreso il grande vantaggio e hanno già investito, le medie mediamente e le Pmi poco».

Il Master vuole dunque contribuire ad accelerare la trasformazione digitale del paese per ridurre il ritardo tutto italiano, benché siamo ancora la seconda potenza manifatturiera europea.

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