Workshop Alumotion: end effector e robotica collaborativa

Alumotion (www.alumotion.eu), realtà che nasce dalle esperienze maturate nel corso di vent’anni nel settore dell’automazione industriale, nella distribuzione di organi per la trasmissione e componenti per il movimento meccanico, che fa ricerca dell’avanguardia tecnologica, della qualità, del concetto di flessibilità e di “agile production”, è stata padrona di casa di un workshop da titolo “End effector e robotica collaborativa” assieme a Schunk e Universal Robots.

Nuove possibilità di automazione

Roberto Facchinetti, ceo di Alumotion, ha dato il benvenuto e illustrato, oltre a una dettagliata panoramica di mercato, i vantaggi della lean robotics: una nuova metodologia di lavoro per aiutare i clienti finali ad avviare un’automazione sicura e produttiva in tempi record.

Questa filosofia suggerisce di eliminare i tempi di attesa che tradizionalmente caratterizzano la prima fase per poi velocizzare la programmazione del robot avvalendosi delle skill, ossia di programmi pronti all’uso e che insegnano al cobot a svolgere delle funzioni senza scrivere una riga di codice. Tutto ciò consente di andare in produzione prima, magari con un progetto non perfetto, ma che può essere ottimizzato: questo modo di procedere favorisce una significativa riduzione del tempo necessario per avviare un’automazione, con un conseguente aumento della produttività.

Andrea Lolli, sales area manager di Schunk, ha illustrato il vero punto di forza del gruppo che rappresenta: l’ampio programma di componenti standard. Ad oggi Schunk può offrire ai propri clienti un catalogo di oltre 4.000 differenti sistemi di presa.

Da sempre innovativa, Schunk è oggi in grado di fornire soluzioni che soddisfano gli attuali trend di mercato. Nella robotica collaborativa il marchio può offrire sistemi di presa certificati e plug&play per la maggior parte dei robot presenti oggi sul mercato, tra cui naturalmente Universal Robots; in ambito di interconnessione si è invece di recente ampliata la gamma di gripper ad azionamento elettrico che oggi possono essere gestiti tramite i più comuni bus di campo; se il focus del cliente è invece incrementare la flessibilità dei propri processi produttivi, negli anni si sono sviluppate soluzioni che permettono di proporre prodotti in grado ad esempio di riattrezzare un centro di lavoro o un robot in maniera totalmente automatica con lo scopo di minimizzare gli effetti di un cambio formato sull’intero ciclo produttivo.

Alessio Cocchi, country manager Italia di Universal Robots, ha commentato: «La scelta del giusto tool è fondamentale perché traduce in possibilità applicativa la naturale flessibilità del robot collaborativo. In sostanza massimizza l’investimento delle imprese e rende possibile rispondere alle varie esigenze produttive con lo stesso robot, equipaggiato con utensili diversi. Gli end effector che abbiamo mostrato alle aziende oggi sono tutti disponibili nel nostro store online, Universal Robots+, e sono tutti testati per l’uso con i cobot UR».

Un appuntamento formativo con elevati contenuti tecnici dove i partecipanti hanno riscontrato sicuramente interesse per la loro crescita professionale.

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