Il controllo diventa di processo: l’impostazione pezzo

Alla base della riuscita di un processo produttivo c’è sempre un’accurata preparazione, senza la quale è impensabile riuscire a raggiungere livelli interessanti di efficienza. Perdendo quindi in competitività.

Il termine è relativamente semplice: processo produttivo. Di fatto si tratta dell’insieme di operazioni più complesse che investono il settore manifatturiero, con una varietà di interventi richiesti estremamente ampia e un’integrazione fra le variabili in gioco che deve essere ottimale se si vuole centrare l’obiettivo: l’efficienza. Ed è sempre bene ricordare che l’efficienza comporta la capacità costante di rendimento e di rispondenza alle proprie funzioni o ai propri fini. E all’efficienza è spesso associato il rendimento. In tutto ciò, oggi è riconosciuto un ruolo strategico ai controlli che si sono dimostrati essere lo “strumento” che permette di raggiungere in maniera performante le specifiche di qualità.

Naturalmente il primo passo riguarda la verifica delle condizioni della macchina, con un affidabile monitoraggio dello stato e con calibrazioni efficienti, partendo dal presupposto che una macchina poco “accurata” difficilmente potrà produrre pezzi di qualità. Questi controlli, che potrebbero essere definiti preliminari, vogliono evitare che si instaurino situazioni sfavorevoli inattese, che porterebbero ad un impatto negativo sul processo di lavorazione.

I controlli successivi, di fatto seguono una sorta di “scala gerarchica” per cui, ai basilari si fanno seguire quelli riguardanti la preparazione di tutto ciò che concorre alla produzione, utensili (presetting), pezzo (impostazione) e macchina (preparazione). Tutto ciò prima che si inizi a far truciolo, cioè prima della lavorazione vera e propria.

Alle moderne procedure è sempre più richiesta la semplicità di utilizzo, in modo da evitare agli operatori di essere distolti dal vero focus che è la lavorazione e, per questo motivo, il mercato offre oggi soluzioni automatizzate, sempre più user friendly, che seguono il concetto delle app, ormai di uso comune.

User friendly? Sì, grazie

Chi non usa uno smartphone o non ha mai visto una app? Probabilmente pochissimi. Forse nessuno fra i più giovani. Infatti oggi, con la massiccia introduzione degli smartphone si sono sviluppate e diffuse le app, contrazione del termine inglese application, che hanno il compito di semplificare la vita nel nome della comodità e praticità di uso, che quindi altro non sono che strumenti di gestione. Per le peculiarità che le contraddistinguono, le app rappresentano un mondo in rapida evoluzione, che investe praticamente ogni settore tanto che, entrate anche nell’ambiente di produzione, stanno dimostrando grandi potenzialità di implementazione e crescita.

Le app possono essere installate su macchina utensile o su device diversi, quali smartphone e tablet, con l’obiettivo di facilitare e velocizzare alcune operazioni, contribuendo all’aumento della produttività, in nome dell’efficienza. Grazie all’intuitività e facilità d’uso, le app sono sempre più usate per la calibrazione di sonde, l’impostazione pezzi, il presetting utensile e l’ispezione dei componenti, con funzionalità e possibili impieghi in continua evoluzione.

 

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