L’utilizzo degli stampi nella costruzione di un veicolo solare

Emilia 4 è la prima auto cruiser a quattro posti a trazione solare realizzata in Italia e rappresenta il migliore compromesso tra minimo consumo energetico e massime prestazioni.

Si scrive Emilia 4, si legge innovazione made in Italy

Il migliore compromesso tra minimo consumo energetico e massime prestazioni. Emilia 4, la prima auto cruiser a quattro posti a trazione solare realizzata in Italia, doveva rispondere prima di tutto a questa esigenza.

La macchina, progettata e realizzata dal Team Onda Solare nato all’interno dell’Università di Bologna, doveva essere un prodotto ad alta tecnologia, fortemente innovativo e di categoria racing, ossia studiato per partecipare a competizioni internazionali su distanze superiori a 3.000 Km, e quindi capace di rispettare regole di gara piuttosto stringenti in termini di ergonomia, sicurezza, ingombri e funzionalità. Al tempo stesso, come tutti i veicoli a trazione solare, Emilia 4 doveva essere in grado di funzionare esclusivamente grazie al suo pannello solare, riservando al pacco batterie, di dimensioni ridotte per diminuire il più possibile il peso del veicolo, solo la funzione di accumulo di energia di riserva.

Come tutte le racing, Emilia 4 doveva essere estremamente efficiente, e caratteristiche come la forma, i materiali utilizzati e la meccanica dovevano essere progettate in virtù di questo obiettivo primario. Ma come ottenere questi vantaggi?

La scelta dei materiali ha rappresentato una delle fasi più importanti nel lavoro di progettazione. L’obiettivo era quello di ottenere la massima leggerezza rispettando, al contempo, le ferree regole in termini di funzionalità e aerodinamica previste dalle competizioni alle quali era destinata. Era necessario un rapporto ottimale tra resistenza e peso, e da questo è dipeso tutto il percorso progettuale che si sarebbe poi sviluppato con la scelta dei materiali costruttivi e delle tecnologie da utilizzare per la realizzazione del veicolo.

Oltre alla leggerezza era necessario ottenere massimi livelli di aerodinamicità in modo da minimizzare i consumi e aumentare così la quantità di chilometri percorribili con la sola energia ricavata dal sole. Lo studio dell’aerodinamica del veicolo è stato fondamentale per assicurare una bassa resistenza all’avanzamento, aumentare la scorrevolezza durante la guida, e garantire che la macchina si mantenesse stabile e sicura anche a velocità elevate. In più, trattandosi di un’auto con tre passeggeri, il sistema di sospensione non solo doveva assicurare i classici standard di comfort, stabilità e sicurezza, ma doveva anche essere leggero.

Non solo massima efficienza energetica, dunque, ma anche esigenze di ingegneria articolate e complesse per ottenere una cruiser in grado di gareggiare con successo nelle principali competizioni mondiali, a cominciare dall’American Solar Challenge, e anche di diventare, in prospettiva, una citycar a consumo zero. Un mezzo di trasporto sostenibile e funzionale.

In meno di due anni il Team Onda Solare è riuscito nell’impresa creando un’auto unica nel suo genere, che lo scorso luglio, nell’ambito proprio dell’American Solar Challenge, è riuscita nell’impresa storica di attraversare gli Stati Uniti dalla East alla West Coast per migliaia chilometri con la sola energia del sole, senza mai ricaricare le batterie nelle due settimane di competizione, a differenza delle altre cruiser solari in gara, realizzate da alcune dei più rinomati atenei su scala mondiale.

 

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