Rubinetteria: la marcia in più del normalizzato

Esperienza, tecnologia e un partner di assoluto livello: così una dinamica attrezzeria piemontese vince la sfida della competitività.

La produzione di parti e manufatti per il settore della rubinetteria esige spesso lo sviluppo di stampi e attrezzature di elevato livello qualitativo, dovendo tali componenti rispettare precisioni e tolleranze molto stringenti. Proponiamo in queste pagine un caso applicativo concreto propostoci dalla Attrezzeria Vittoni s.a.s. di Mergozzo (VB), officina che progetta e costruisce stampi di piccole e medie dimensioni per tranciatura, piegatura e imbutitura della lamiera, oltre che stampi per iniezione materie plastiche. Il suo titolare, Antero Vittoni, racconta: «La nostra impresa lavora in differenti ambiti di sbocco e quello della rubinetteria è certamente tra i più importanti essendo legato storicamente al nostro territorio».

Una prolunga particolare

In queste pagine, Vittoni ci illustra in che modo è stato progettato e realizzato lo stampo per la produzione di una “prolunga” per l’attacco rubinetto da lavello. «Il pezzo in esame – spiega – è sostanzialmente un raccordo filettato, e la relativa attrezzatura ci fu commissionata da uno dei nostri migliori clienti, la M&Z Rubinetterie S.p.A. di Bolzano Novarese, affermata realtà italiana con quasi cinquant’anni di attività produttrice di rubinetteria sanitaria per bagni, docce, rubinetti per cucina e rubinetteria termostatica».

Danilo Pettinaroli, direttore tecnico R&D di M&Z si presentò alle porte dell’Attrezzeria Vittoni con le idee molto chiare: i disegni della prolunga da realizzare erano già pronti, così come era definito il materiale da utilizzare. A tal riguardo, Alberto Borgatta, progettista della casa piemontese, entra nel dettaglio: «M&Z Rubinetterie chiese che il pezzo fosse stampato in Grivory, poliammide di nuova concezione sviluppato dalla multinazionale elvetica EMS. Si tratta di un tecnopolimero che viene caricato con fibra minerale a una percentuale che può raggiungere anche il 50% della miscela. Questa particolarità rende il materiale molto resistente e adatto a un’ampia varietà di applicazioni».

Nel caso in questione, fu scelta la categoria HT1, cioè ideale anche per elevate temperature d’esercizio, ma con una percentuale di Nylon 6 pari contenuta al 30%, al fine di non stressare inutilmente l’attrezzatura.

 

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