Il vino rosso, la chiave di volta per i dispositivi indossabili di ultima generazione

Una nuova rivoluzione nel mondo degli indossabili potrebbe partire proprio dal vino rosso.

L’estrazione dell’acido tannico presente nel vino rosso, caffè e tè nero ha portato un team di scienziati dell’Università di Manchester a sviluppare dispositivi indossabili molto più resistenti e flessibili. L’aggiunta di tannini, infatti, ha migliorato le proprietà meccaniche di materiali come il cotone per sviluppare sensori indossabili per il monitoraggio della riabilitazione, aumentando drasticamente la durata dei dispositivi.

Il gruppo di ricercatori ha realizzato dispositivi indossabili come sensori di respiro capacitivo e mani artificiali per condizioni estreme, migliorando la durata dei componenti flessibili.

Precedentemente, la tecnologia indossabile era soggetta a guasti a seguito delle ripetute piegature che possono causare piccole microfessurazioni, interrompendo la conduttività. Migliorare questo aspetto potrebbe spianare la strada a una tecnologia integrata più duratura.

Dal nylon al cotone

Partendo dall’esempio pratico relativo all’indelebilità delle macchie di questi alimenti sui tessuti, gli scienziati hanno sperimentato l’aggiunta di uno strato di acido tannico quale rivestimento conduttivo superficiale più resistente, per migliorare la durata e le prestazioni dei dispositivi indossabili. L’aggiunta di materiali naturali, inoltre, consentirebbe un più ampio utilizzo di tessuti più confortevoli come il cotone, sostituendo così il nylon, che è rigido e scomodo.

Questo nuovo metodo potrebbe portare numerosi benefici tra cui una riduzione del prezzo della tecnologia indossabile oltre che a miglioramenti nel comfort e nella robustezza.

https://phys.org/news/2019-07-red-wine-key-next-gen-wearable.html

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