L’arte del vero troubleshooting

La necessità di ripristinare la produzione a seguito dei guasti spinge frequentemente gli addetti a effettuare delle riparazioni veloci e provvisorie, con interventi in emergenza oppure come puro effetto di contenimento delle conseguenze immediate del guasto, senza alcuna attenzione per la loro prevenzione.

In questi casi la ricerca della loro risoluzione in maniera definitiva tende ad acquisire minore importanza rispetto alla necessità di ripristinare l’attività operativa. Come conseguenza si ha una presenza continua di guasti improvvisi che richiedono interventi immediati, vanificando la possibilità di programmazione, e che generano voci di spesa impreviste: si ha inoltre l’effetto collaterale della perdita di attenzione al lavoro da parte degli addetti, a sgradevoli sensi di incapacità, alla ricerca di colpevolezze e induzione di stress. Quest’ultimo caso porta alla conseguente impossibilità di prendere decisioni coerenti e ragionate, ingigantendo i rischi associati a qualunque alternativa scelta avendo come risultato finale lo spreco di tempo e di denaro. Un’attenta analisi sulle indagini eseguite sui guasti evidenzia che la loro risoluzione e quella dei problemi connessi, frequentemente dipende più dal tipo di approccio con cui vengono affrontati e studiati che dalla capacità tecnica del personale o dalle caratteristiche operative dell’impianto. La necessità di ridurre i carichi manutentivi e di aumentare l’affidabilità degli impianti porta indubbiamente alla ricerca di una diminuzione dei ripristini richiesti dai guasti improvvisi, attraverso una tipologia manutentiva che ne prevenga l’insorgere. Ne deriva la richiesta di una maggiore attenzione alla rilevazione e alla risoluzione dei problemi indirizzando verso l’esecuzione di una manutenzione preventiva.

Quick-fix vs Fix

Col termine anglosassone quick fix si identifica il provvedimento provvisorio, detto anche tampone, che deve precedere la riparazione definitiva, il fix. Diamo due esempi emblematici: possiamo citare l’intervento di ripristino delle protezioni di un motore, fermatosi per sovraccarico elettrico. La prassi richiede di procedere a un controllo visivo, al controllo della rotazione del complesso motore e utenza per verificare che non siano bloccati, dopo di che si procede al ripristino risolvendo temporaneamente il problema. Il sovraccarico su un cuscinetto, dovuto a fenomeni di risonanza conseguenti a carichi squilibrati che amplificano le vibrazioni, può essere invece la causa prima del guasto, che, se non scoperta in tempo, può portare al successivo bloccaggio del cuscinetto o al corto circuito del motore con danni irreparabili. Quanto descritto, nonostante sembri un malfunzionamento elettrico del motore, in realtà ha origine da un malfunzionamento meccanico. Un secondo esempio di intervento provvisorio si ha quando un guasto a una valvola di controllo della portata genera assorbimenti anomali del motore che alimenta la pompa di circolazione del fluido facendo intervenire le protezioni. Anche in questo caso il semplice ripristino non evita il rinnovarsi del guasto che si ripresenterà fino a quando non verrà scoperta e rimossa la causa originatrice.

 

 

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