Il piano di ANIMA per rilanciare le imprese

ANIMA covid-19

In poche settimane le ripercussioni dell’epidemia di Covid-19 sul mondo delle imprese sono notevoli. Ciò interessa anche il manifatturiero, spina dorsale dell’economia italiana; ANIMA, in seguito a un confronto interno, ha proposto un piano di intervento a supporto del settore della meccanica.

ANIMA a supporto del manifatturiero ai tempi del Covid-19

In poco più di due settimane dall’aggravarsi della situazione sanitaria nel Paese, la stabilità dell’economia italiana è già fortemente a rischio, e il trend di continua crescita dei contagi su tutto il territorio nazionale traccia un futuro prossimo di forti difficoltà. L’industria manifatturiera, pilastro del Sistema-Paese, è tra i settori più danneggiati dalla situazione attuale. In questo contesto sono quattro le principali criticità con le quali le aziende manifatturiere devono fare i conti:

Liquidità

La situazione di crisi rischia di compromettere fortemente la situazione delle casse delle aziende, in particolare le piccole e medie imprese che costituiscono l’asse portante dell’industria italiana. Il mancato afflusso di liquidità dovuto allo stato di crisi potrebbe portare, già nel brevissimo tempo, all’impossibilità di poter adempiere ai pagamenti.

Forza lavoro

La diffusione del virus e le misure di contenimento adottate stanno avendo un impatto sulla produttività per l’industria manifatturiera. Nei prossimi giorni, con le possibili nuove misure messe in campo, la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. In questo contesto, è oltretutto critica la diffusione parziale di tecnologie adeguate per lo svolgimento del lavoro agile.

Accesso a materie prime e trasporto merci

La limitazione all’operatività delle industrie cinesi ha fortemente compromesso l’afflusso di materie prime e di semi-lavorati, che sconta gravi ritardi. A questo si aggiunge la difficile situazione per i trasporti da e per le imprese, dovuta al generale stato di emergenza.

Export

L’export rappresenta la componente maggioritaria del mercato dell’industria meccanica italiana. La situazione di allarme che grava sul Paese sta già portando ad un calo considerevole delle esportazioni e a un indebolimento del Made in Italy. Inoltre, la chiusura delle principali manifestazioni fieristiche comporterà un’ulteriore difficoltà nell’individuare canali commerciali all’estero.

A partire da un confronto interno col settore ANIMA propone:

1. Sospensione e rinvio del pagamento di tutti gli obblighi tributari per le imprese per l’anno d’imposta in corso.

2. Individuazione di uno strumento, coperto dalla garanzia dello Stato, per scontare a tassi agevolati i crediti per le imprese immettendo, considerata la situazione straordinaria, liquidità e limitando quindi la crisi dei pagamenti.

3. Erogazione di voucher hardware e software per l’acquisto di tecnologie per lo svolgimento del lavoro agile da parte delle piccole e medie imprese.

4. Definizione di incentivi fiscali per favorire il rientro di imprese che negli ultimi 5 anni hanno delocalizzato parte della produzione all’estero al fine di ripristinare in Italia quelle produzioni che in questo momento sono all’estero e fanno quindi scontare una difficoltà negli approvvigionamenti.

5. Intervento dello Stato a garanzia dei contratti di fornitura nel caso di mancata consegna delle merci nei tempi previsti a livello contrattuale per cause di forza maggiore: ridotto o nullo afflusso di materie prime e riduzione di oltre il 20% della forza lavoro per motivazioni legate all’emergenza sanitaria.

6. Redazione di un Piano straordinario per la tutela del Made in Italy per agevolare l’accesso sui mercati esteri dei prodotti italiani e rimborso degli investimenti già impiegati nell’anno in corso per la partecipazione a manifestazioni fieristiche, in Italia e all’estero.

7. Deroga straordinaria alla disciplina europea sugli aiuti di stato al fine di attivare una corsia preferenziale per le imprese italiane nel settore degli investimenti pubblici.

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