Riciclo chimico: ingus investe 4.7 milioni di euro nella tecnologia Cat-HTR

Steve Mahon, amministratore delegato di Mura Technology (a sinistra), Oliver Borek, amministratore delegato di Mura Europa (a destra), e Frank Blase, amministratore delegato di igus (al centro), propongono di riciclare le materie plastiche.

Grazie alla tecnologia Cat-HTR – sviluppata da scienziati e ricercatori tedeschi – i rifiuti plastici tornano ad essere risorse utili in 20 minuti.

Produrre energia rinnovabile, in modo sostenibile e ridurre i rifiuti: ecco i principi che stanno alla base della tecnologia a reattore catalitico idrotermico (in breve: Cat-HTR). Il processo consente di riciclare i rifiuti plastici in 20 minuti. Il petrolio ricavato da questa tecnologia può essere impiegato per fabbricare nuovi prodotti a base di polimeri. Per supportare l’economia circolare delle plastiche, igus ha investito 4.7 milioni di euro in una realtà che intende mettere in funzione il primo impianto commerciale Cat-HTR.

Ogni anno otto milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani. Allo stesso tempo il valore di queste risorse sprecate ammonta a 80 miliardi di dollari. Il problema è che, finora, la maggior parte delle plastiche viene bruciata e solo il 14% viene effettivamente riciclato. Oggi, la questione del riciclo della plastica è decisiva, anche per igus. Lo scorso ottobre, con l’introduzione del programma “Chainge“, igus ha compiuto un passo importante in termini di riciclo classico (triturazione-rigranulazione e riutilizzo delle plastiche). Il gruppo ritira le catene portacavi al termine del ciclo di vita della macchina – indipendentemente dal produttore – riduce la plastica in granuli e li lavora nuovamente. “Con questo programma ‘Chainge’, abbiamo avviato il riciclo della plastica di vecchi prodotti – spiega Frank Blase, amministratore delegato di igus. Questo resta l’approccio migliore per i polimeri ad alte prestazioni“.

Rigenerare del petrolio con acqua, temperature elevate e pressione

Se ci si concentra invece sulle plastiche più comuni, il dato è di enormi quantità di rifiuti misti (volumi da 100 a 1000 volte più grandi), in tutto il mondo. “In questo caso il ‘riciclo chimico’ offre nuove soluzioni – prosegue Blase. L’anno scorso, in un quotidiano tedesco, ho letto un articolo che parlava della tecnologia a reattore catalitico idrotermico e ho contattato il ricercatore tedesco, il Prof. Thomas Maschmeyer, a Sidney“. Sette mesi più tardi, dopo approfondimenti e ricerche intensive, igus ha deciso di investire 4 milioni di sterline (4.7 milioni di euro) nella Mura Technology Limited e quindi nella costruzione del primo impianto Cat-HTR. Il sistema brevettato del reattore catalitico idrotermico è stato sviluppato nel 2007 ed è stato testato per 10 anni in un impianto pilota in Australia.

Con il Cat-HTR, i rifiuti in plastica normalmente non riciclabili si possono trasformare in petrolio in 20 minuti, ed è un metodo più sostenibile per l’ambiente rispetto all’estrazione di petrolio fossile. Perché per separare e unire nuovamente le molecole servono solo acqua, temperature elevate e pressione. Un solo impianto sarà in grado di lavorare 20.000 tonnellate di plastica all’anno, riducendo così di 28.180 tonnellate l’impatto in CO2. Un valore paragonabile al consumo annuale di 5.983 automobili o al fabbisogno energetico annuale di 4.914 famiglie.

Un nuovo ciclo di vita per la plastica: la tecnologia a reattore catalitico idrotermico consente di trasformare i rifiuti plastici in petrolio e di fabbricare nuovi prodotti a base di polimeri.

Riciclare la plastica con la tecnologia Cat-HTR

Il primo impianto commerciale Cat-HTR è attualmente in fase di progettazione a Wilton, in Gran Bretagna. La costruzione dovrebbe iniziare quest’anno. Le imprese che si occupano dello smaltimento forniranno i rifiuti plastici per raggiungere i propri obiettivi di riciclo. Verrà rigenerato del petrolio, che il cliente potrà acquistare a un prezzo simile a quello del petrolio fossile. A Wilton dovrebbero sorgere quattro reattori catalitici idrotermici, al fine di lavorare oltre 80.000 tonnellate di rifiuti plastici all’anno. In futuro, Mura prevede di concedere licenze per far costruire impianti in tutto il mondo. “Investiamo e ci impegniamo per proporre delle soluzioni tecniche per bilanciare la situazione dei rifiuti plastici nel mondo“, conclude Blase.

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