Dalla stampa 3D i micro-aghi al servizio delle applicazioni biomedicali

L’esplorazione dell’utilizzo dei micro-aghi in svariate applicazioni mediche, soprattutto per procedure considerate solo minimamente invasive, è l’obiettivo di una nuova ricerca. Oggi, per lo più usati per diagnosticare e somministrare farmaci in maniera più mirata, i micro- aghi sono stati realizzati con molteplici materiali, tra cui vetro, silicio, vetro, plastica e metalli, e con numerose tecniche. Ecco perché la stampa 3D non rappresenta più una semplice opzione nella produzione dei micro-aghi medicali. Questo grazie anche a una maggiore evoluzione e introduzione della stampa 3D SLA e FDM e della polimerizzazione a due fotoni (TPP).

Tecnologie a confronto

Se la stampa 3D FDM è stata quella più comunemente impiegata e in particolare per progetti recenti come la fabbricazione di MN polimerici biodegradabili per la somministrazione di farmaci transdermici, la TPP mostra tutto il suo potenziale in quanto consente di stampare microstrutture 3D con dimensioni in scala millimetrica, fornendo dimensioni con risoluzione micrometrica. Nonostante i vantaggi e le applicazioni percepiti, i MN non sono ancora così pervasivi in contesti clinici a causa delle complessità associate alle tecniche di microfabbricazione, che sono spesso a più fasi, ad alta intensità di manodopera e richiedono costose attrezzature. Inoltre, sorgono complicazioni dovute alla manipolazione e al collegamento di MN fabbricati con un processo specifico a un dispositivo o struttura fabbricati con un altro processo.

Proprio per ovviare a queste problematiche sono intervenuti i ricercatori che, grazie a un lavoro persistente unitamente a continue innovazioni (come le MN che si dissolvono sotto la pelle, somministrano farmaci e comunicano attraverso Bluetooth), abilitano nuovi tipi di matrici.

https://3dprint.com/261687/3d- printing-microneedles-biomedical- applications/

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