3D Company, conquistare nuovi mercati con l’additive manufacturing

Applicazioni realizzate in Onyx e rinforzo in fibra lunga.

Parliamo con Alberto Bodrero e Salvatore Milana, rispettivamente general manager e application engineer di 3D Company.

Un aspetto su cui può far riflettere l’emergenza sanitaria, nazionale e mondiale, di inizio anno è la capacità di gestire l’urgenza della produzione. Non quella di massa, si intende, ma quella di nicchia, on demand, fatta spesso di pezzi che necessitano di stampi complessi, da fornire in piccoli lotti e in poco, pochissimo tempo.

Si pensi, ad esempio, ai componenti di ricambio per avanzate apparecchiature mediche, o a quelli necessari per costruire macchinari che in particolari momenti possono essere di grande importanza, anche vitale.

A colmare questa domanda, nel settore stampi, può essere l’additive manfacturing, che consente la realizzazione veloce e precisa, partendo da modelli digitali, di oggetti tridimensionali attraverso speciali stampanti 3D. Una tecnologia che oggi è il core business della 3D Company di Torino, neonata divisione di Artedas Italia, distributrice in Italia di stampanti 3D per materiali compositi a marchio Markforged e di software per la progettazione SolidWorks.

“La stampa 3D apre nuove frontiere per chi opera nella manifattura destinata alla meccanica generale e, in particolare, nel settore stampi, non solo per la realizzazione di prototipi o per attività di sperimentazione e ricerca, ma anche in campo produttivo”, spiegano Alberto Bodrero, general manager, e Salvatore Milana, application engineer e additive manufacturing specialist, di 3D Company.

Potete spiegarci come nel concreto?

Grazie all’impiego delle nostre tecnologie, Newronica, un’innovativa startup nel settore medicale specializzata in terapie di neuro-modulazione, ha potuto realizzare direttamente in 3D i gusci che compongono un avanzato sistema biomedico impiegato nella stimolazione cerebrale per il trattamento di pazienti affetti da morbo di Parkinson. In questo caso, i vantaggi ottenuti dall’azienda, al di là della possibilità di produrre più facilmente un componente altamente complesso, sono legati anche al fatto di aver potuto rispondere alla necessità di realizzare un numero ridotto di pezzi, per i quali la costruzione di uno stampo tradizionale avrebbe richiesto costi eccessivi. In secondo luogo, grazie alle stampanti Markforged, per la produzione di questo guscio è stato possibile utilizzare un materiale plastico altamente performante e ignifugo, l’Onyx FR, che soddisfa appieno tutte le caratteristiche d’uso e le certificazioni richieste in fase di progettazione per i dispositivi medici. Ma questo è solo uno dei settori in cui la manifattura additiva può essere impiegata con successo anche per la stampa funzionale e non solo per la prototipia estetica, andando ad impattare in modo estremamente favorevole sui costi e sulle tempistiche di produzione di chi sviluppa e produce stampi“.

In che modo la stampa 3D può essere d’aiuto in questo settore?

La manifattura additiva ha innumerevoli vantaggi. Consente ad esempio alle aziende di sperimentare produzioni nuove, ma anche strutturalmente proibitive o che richiedono lavorazioni troppo onerose e complesse attraverso metodi tradizionali. L’utilizzo di questa innovativa tecnologia consente alle officine meccaniche e agli stampisti di introdursi all’interno di nicchie di mercato prima irraggiungibili, aprendosi a nuove applicazioni e, quindi, a nuovi mercati. Le nostre stampanti sono infatti adatte proprio ad essere impiegate in molteplici campi industriali e per produrre differenti tipologie di stampi. In particolare, sono di supporto per la produzione di tutte quelle soluzioni tecnologiche che fungono da ‘contorno’, come il tooling, la fixture e tutte le lavorazioni secondarie collegate allo stampo finale, che con una fresa o una macchina CNC avrebbero costi più elevati. Il vantaggio della tecnologia 3D è duplice: da un lato permette all’impresa di ridurre i tempi e i costi necessari per far eseguire in esterno lavorazioni spesso impreviste, gestendole in prima persona, dall’altro consente agli stampisti di non dover rinunciare a prendere in carico delle commesse perché impossibilitati a gestirne gli iter produttivi, magari a causa di un momento caratterizzato da un eccessivo carico di lavoro. In più, una stampante 3D, rispetto ad una macchina CNC garantisce una produzione più efficiente, poiché è in grado di lavorare in modo continuato, 24 ore su 24 senza presidio, con il solo controllo dell’operatore da remoto, via web o via web cam, utile per seguire il workflow e visionare lo stato di avanzamento lavori. Infine, la stampa 3D rende più versatile la produzione, dando alle imprese la possibilità di sperimentare nuovi materiali, utilizzare nuove tecniche di lavoro e modalità di finitura innovative o tipiche di altri settori“.

Solitamente si pensa alla stampa 3d come ad una tecnologia non ancora del tutto facile da approcciare per uno stampista e dai costi troppo elevati…

Non basta disporre di una stampante per poter produrre in 3D. Per capirne realmente i vantaggi, e vederli applicati alla propria produzione, bisogna iniziare a sviluppare un vero e proprio think for additive, approcciando una nuova mentalità produttiva. Per questo, 3D Company, prima della tecnologia, offre ai clienti un servizio di consulenza indispensabile per capire se questa metodologia di lavoro è veramente adatta a loro. Li aiutiamo analizzare la fattibilità e il ritorno d’investimento di una produzione in 3D per i propri componenti, ma anche a comprendere come sia meglio realizzarli alla luce dei costi e dei tempi di lavoro stimati insieme, attraverso la nostra piattaforma. Mettiamo inoltre a disposizione dei clienti la possibilità di testare il componente realizzato in 3D durante i propri cicli produttivi per valutare le sue performance prima di acquistare una stampante. Ma non basta: le aziende devono capire che la manifattura additiva trasforma anche le loro modalità operative in ambito di progettazione e sviluppo. Gli uffici tecnici devono mettere infatti in pratica quello che si definisce design for assembly, che prevede lo sviluppo di pezzi strutturalmente più complessi ma realizzabili con modalità più semplici, la produzione di manufatti più ergonomici e con minor quantità di materiale e un minor numero di componenti. Anche i progettisti devono quindi imparare a lavorare in modo diverso. E il nostro obiettivo è far sì che i clienti siano in grado di utilizzare questa tecnologia in modo autonomo e vantaggioso per la propria produzione“.

Pensare in modo nuovo, per lavorare e produrre in modo nuovo, quindi.

Si, siamo convinti che grazie alla produzione additiva gli stampisti possano moltiplicare le proprie possibilità di business e dedicarsi così a progetti nuovi e più stimolanti, che gli consentano ulteriori possibilità di crescita e di sviluppo sul mercato. Un’opportunità preziosa, soprattutto in momenti in cui un’azienda vuole, o ha la necessità, di reinventarsi oppure di ampliare e diversificare la propria produzione, ad esempio, per far fronte a possibili momenti di crisi o di stagnazione economica“.

Gusci realizzati per la startup Newronica in Onyx FR, materiale ritardante di fiamma.

Carta d’identità dell’azienda

Azienda: 3D Company
Referente: Alberto Bodrero, general manager
Settori: progettazione meccanica e additive manufacturing
Prodotti: Markforged e SolidWorks
Tecnologie: CAD 3D, CFF (Continuous Fiber Fabrication) ADAM (Atomic Diffusion Additive Manufacturing)
Servizi: vendita stampanti 3D e CAD 3D, assistenza post vendita (corsi di formazione CAD e Design For Additive Manufacturing)
Export:
Website: www.3dcompany.it
Social networks: LinkedIn @3dcompany – Facebook @3d-Company – Instagram @3_dcompany
Contatti: Tel./Fax: 011 2386391– email: stampa3d@3dcompany.it

di Marina Zussino

www.semprepresenti.it

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