Le variabili dell’efficienza

Una reale efficienza implica un equilibrio tra la massima resa e l’evasione tempestiva degli ordini.

Tradizionalmente, le aziende manifatturiere hanno definito l’efficienza come il ritorno sugli investimenti. Il successo è sempre stato misurato in termini di cicli continui di migliaia o centinaia di migliaia di pezzi, con l’obiettivo di mantenere una produzione costante su una o più macchine. Oggi i produttori eseguono con maggiore frequenza scenari di produzione a volumi ridotti con alta diversificazione, producendo parti personalizzate in base alle esigenze e richieste dei clienti. La conseguenza è che le dimensioni dei lotti possono variare da centinaia di pezzi a quantità decisamente inferiori. Tuttavia, anche quando tutte le macchine di un’officina funzionano ininterrottamente, i clienti potrebbero comunque dovere attendere un po’ di tempo per ricevere il materiale ordinato. Le strategie di produzione ad alto volume sono quindi in conflitto con la flessibilità e i complessi requisiti di pianificazione di scenari di produzione a basso volume.

Nell’attuale ambiente di produzione, una reale efficienza di produzione implica un equilibrio flessibile tra la massima resa e l’evasione tempestiva di un’ampia varietà di ordini di diversi clienti. L’attenzione è rivolta al risultato finale: consegna puntuale dei prodotti e clienti soddisfatti.

Efficienza e controllo qualità

La qualità del pezzo in lavorazione nella produzione è generalmente descritta in termini di conformità ai requisiti di dimensione della parte e finitura della superficie. Un’ulteriore misura della qualità, come la puntualità della consegna, può essere definita qualità del processo. Il produttore deve controllare i processi fino a quando il tempo di produzione pianificato è sufficiente per completare il lavoro e consegnarlo al cliente nei tempi stabiliti.

 

 

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