Impianti di produzione alimentati a corrente continua invece che alternata con un sistema di alimentazione intelligente, economico ed efficiente. Questo l’obiettivo del progetto DC-INDUSTRIE 2, condotto dall’Istituto Fraunhofer, in Germania, con la collaborazione di oltre 30 partner. Il progetto è finanziato dal Ministero per gli affari economici e l’energia (BMWi) e dovrebbe durare fino alla fine del 2022.

DC-INDUSTRIE 2: i vantaggi del progetto condotto dall’Istituto Fraunhofer

Il progetto precursore, DC-INDUSTRIE, ha dimostrato che il passaggio dalla tensione a corrente alternata a quella continua aumenta l’efficienza tra il 5 e il 10 percento, in gran parte perché con una rete a corrente continua è molto più facile usare la frenata rigenerativa, l’energia di recupero dagli azionamenti a velocità variabile. Complessivamente sono stati testati quattro sistemi di vari produttori dotati di componenti a corrente continua.

Il concetto ha dimostrato di funzionare per un gruppo di macchinari, quindi il passo successivo è implementarlo per un intero impianto di produzione. “Nel progetto di follow-up, DC-INDUSTRIE 2 – spiega il ricercatore Timm Kuhlmann – speriamo di aumentare ulteriormente l’efficienza energetica e di ridurre le emissioni di CO2. Allo stesso tempo, vogliamo rendere il sistema più flessibile in modo che possa soddisfare un crescente impiego della tecnologia neutrale dal punto di vista climatico. La presenza di una rete a corrente continua locale in fabbrica semplifica il bilanciamento di eventuali fluttuazioni dell’alimentazione elettrica dovute a variazioni meteorologiche della quantità di elettricità generata da fonti rinnovabili e quindi a fluttuazioni della rete sempre più comuni“.

Mediante l’uso della corrente continua nella produzione, è possibile collegare tutti i sistemi elettrici della fabbrica a una rete intelligente. “Ciò significa che si può migliorare la qualità e la disponibilità dell’alimentazione nella propria impresa e quindi aumentare l’affidabilità della produzione” conclude Kuhlmann.

Leggi l’articolo originale

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here