Chenglong Zhao, professore del Dipartimento di fisica dell’Università di Dayton

La tecnica di nano-stampa opto-termo-meccanica (OTM) può stampare su un livello di scala nanometrica inferiore a 100 nanometri (nm) o mille volte più piccola di un capello umano, ma finora non ha avuto la stessa fortuna della stampa 3D nella realizzazione dei prototipi, perché era considerata costosa e impegnativa e presentava difficoltà nella correzione degli errori di produzione.

I ricercatori di fisica ed elettro-ottica dell’Università di Dayton, negli Stati Uniti, hanno colmato questa lacuna trovando un metodo di stampa 3D in nanoscala a basso costo, perché impiega raggi laser economici e non avviene nel vuoto. Inoltre permette di correggere gli errori.

“Questa tecnologia di stampa 3D nano-versione fornisce agli ingegneri uno strumento di produzione conveniente per la fabbricazione di nanostrutture e dispositivi, un aspetto che è sempre più importante per le applicazioni abilitate dalla nanotecnologia” Chenglong Zhao Zhao, assistente di fisica ed elettro-ottica.

Stampa 3D in nanoscala: come funzione la nuova tecnologia

Questo processo è meno costoso delle tecniche di nanoproduzione comunemente disponibili, perché non deve essere condotto nel vuoto. La nuova tecnologia utilizza un laser a basso costo, come il puntatore impiegato nelle presentazioni in pubblico, per trasferire nanoparticelle da una superficie e assemblarle su nanodispositivi di un’altra superficie. Inoltre, la tecnologia consente agli utenti di correggere errori di fabbricazione che si verificano durante il processo di produzione.

“La correzione degli errori è estremamente importante per ridurre i costi e aumentare il tasso di successo di una linea di produzione – sottolinea Qiwen Zhan, professore di elettro-ottica. Per esempio, finora se si riscontrava un piccolo errore di fabbricazione in un chip elettronico, bisognava scartare l’intero chip. Questa tecnologia consentirà di correggere gli errori di produzione anche dopo la produzione”.

I risultati del team di ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nano Letters.

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