Robotica industriale, quale futuro?

La robotica industriale ha vissuto negli anni un’evoluzione continua, non progressiva ma caratterizzata da salti evolutivi.

Nel settore della robotica industriale ci sono stati momenti significativi, che hanno portato a considerevoli innovazioni, seguite da momenti in cui si è lavorato sul perfezionamento delle stesse. È possibile che dalla complessa situazione attuale si possa originare un nuovo salto evolutivo, perché le epoche di cambiamento, anche forzato, possono aprire grandi opportunità.

Nelle diverse tavole rotonde e webinar che si sono susseguiti recentemente, organizzati da associazioni, enti, imprese, si è intensamente discusso su quali siano stati gli elementi che hanno aiutato il mondo produttivo a poter mantenere la business continuity e quali debbano quindi essere rafforzati nel futuro perché in grado di aumentare la resilienza aziendale. La robotica è da molti riconosciuta come una delle tecnologie più efficienti e costituirà un importante elemento di competitività per l’industria.

Un valore socio-economico

La pandemia ha messo in evidenza il valore socio-economico dei robot sia industriali che collaborativi: in un momento in cui produzione ed economia sembravano doversi fermare – e in molti casi lo hanno fatto – le macchine hanno potuto continuare a produrre. Non solo: in una condizione di limitata possibilità di azione per gli operatori umani, i robot si sono sostituiti a essi mettendoli al sicuro e svolgendo al loro posto lavori che potevano presentare un rischio per la salute. A questo proposito si citano alcuni impieghi di robot in processi di sanificazione o per la conduzione di tamponi per il coronavirus; oggi in molte realtà la robotica collaborativa si rivela essere un alleato potente nelle fabbriche, laddove sia necessario mantenere distanze di sicurezza tra gli operai. Inserendo, infatti, un cobot (robot collaborativo) fra due operatori umani, demandandogli una serie di task e attività, non si bloccherebbe la catena produttiva rispettando contemporaneamente le distanze tra gli operatori umani. Proprio per l’ampiezza di impieghi possibili per i robot e per gli aspetti non solo economici e produttivi di questi impieghi ma anche sociali, un gruppo di scienziati fondatori della rinomata rivista “Science Robotics” esorta vivamente i governi a investire nella ricerca e nello sviluppo di tale disciplina e a farne una delle priorità degli sviluppi futuri della tecnologia.

 

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