Il nuovo bando Macchinari Innovativi

Ripartono i benefici per i programmi di investimento al sud, grazie al nuovo bando Macchinari Innovativi. Tutti i dettagli per farne richiesta.

Nell’ambito del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività2014-2020 FESR, adottato dalla Commissione europea, è prevista la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento innovativi che accelerino la trasformazione tecnologica e digitale delle Pmi, mediante l’utilizzo di soluzioni abilitanti 4.0 – ovvero nel percorso di transizione verso la cosiddetta “economia circolare”. L’obiettivo è quello di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità dell’impresa nello svolgimento dell’attività economica, mediante l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, strumenti informatici e licenze.

Il nuovo bando Macchinari Innovativi sostiene la realizzazione di investimenti nei territori delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, come stabilito dalla “Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale”, valida per il periodo 2014-2020, dove è contenuto l’elenco delle zone del territorio nazionale che soddisfano determinati requisiti e che necessitano di particolari input di slancio all’economia e all’innovazione.

I destinatari

Per poter beneficiare dell’agevolazione bisognerà essere una micro, piccola o media impresa (Pmi) che mostri, alla data di presentazione della domanda, una serie di requisiti specifici. L’impresa dovrà infatti essere regolarmente costituita e iscritta nel Registro delle imprese, nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria o sottoposta a procedure concorsuali. Dovrà inoltre essere in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese (o due dichiarazioni dei redditi nel caso di imprese individuali e società di persone); dovrà essere in regola con la normativa vigente in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, nonché con gli obblighi contributivi, e non trovarsi in condizioni tali da poter essere considerata “impresa in difficoltà”. Non potranno richiedere beneficio le imprese che, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, abbiano effettuato una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento, o quelle che abbiano ricevuto aiuti dalla Commissione europea, senza rimborsarli, o depositandoli in un conto bloccato. Possono inoltre richiedere il beneficio sia i liberi professionisti – iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali – che le reti di imprese. In particolare, queste ultime sono soggetti giuridici intenzionati a realizzare programmi di investimento caratterizzati da comuni obiettivi di sviluppo. Possono unirsi nel numero massimo di sei (coproponenti) e richiedere il beneficio se in possesso dei requisiti e se aderenti ad un contratto di rete, con “collaborazione effettiva, stabile e coerente”, avente un obiettivo comune finalizzato al rafforzamento della competitività e allo sviluppo tecnologico.

Alla richiesta erogativa possono partecipare tutte le realtà che operano nel comparto delle attività manifatturiere e quelle che operano nei servizi (solo i codici Ateco riportati nell’Allegato 3 del DM 30 ottobre 2019). Sono però esclusi determinati settori (siderurgia, estrazione del carbone, costruzione navale, fabbricazione delle fibre sintetiche, trasporti e relative infrastrutture, produzione e distribuzione di energia, e relative infrastrutture).

 

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