Formatura dei metalli: come aumentare la competitività in modo sostenibile

Complesso e diversificato, il comparto manifatturiero si trova ad affrontare un mercato sempre più dinamico, competitivo e globale. Motivo per cui diventa determinante, per qualunque azienda, riuscire a ottimizzare i propri processi, andando a individuare quei fattori chiave attraverso i quali sia possibile migliorare in modo significativo l’efficienza operativa, da intendersi nella sua accezione più ampia.

Non sono esenti da questa sfida i processi di formatura dei metalli, come per esempio lo stampaggio, la trafilatura e la tranciatura fine, chiamati a soddisfare livelli sempre più elevati di produttività e di qualità attesa dei manufatti. Ciò significa riuscire a rendere minimi i loro tempi ciclo, sfruttando tutti gli strumenti a disposizione, dall’automazione alle logiche di manutenzione predittiva, e ridurre così i costi.

Un contesto in cui anche il rispetto della salute degli operatori, la sostenibilità e la tutela dell’ambiente divengono ulteriori elementi differenzianti, anche alla luce delle sempre più stringenti normative. È il caso per esempio dei prodotti contenenti paraffine clorurate, ovvero additivi utilizzati per migliorare le prestazioni, quasi completamente vietate (secondo la normativa UE) quelle a catena corta e, ancora in uso in molti processi di lavorazione metalmeccanica, le paraffine clorurate a catena media e a catena lunga.

A questo proposito, il documento scaricabile a fondo pagina contiene la soluzione ideale per aumentare la competitività nei processi di formatura dei metalli in modo sostenibile, senza ricorrere ad additivi contenenti cloro. Stiamo parlando di una soluzione di lunga durata, a tutto beneficio di una produzione industriale di componenti nel pieno rispetto dei requisiti più elevati e più stringenti, in termini di prestazioni e di qualità.

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