La diagnosi dei difetti metallurgici

Un’introduzione alle tecniche e alle procedure d’indagine per comprendere natura, origine e rimedi dei difetti nei getti di fonderia.

L’ottenimento di getti da fonderia integri, d’adeguate prestazioni ed affidabili nel tempo, è il desiderio d’ogni fonderia e l’aspettativa minima d’ogni utilizzatore di questi prodotti. Tuttavia, la colata di un getto, indipendentemente dalla tecnologia produttiva impiegata e dalla natura della lega lavorata, è un processo di trasformazione metallurgica tra i più complessi per la straordinaria concomitanza di variabili di processo, di progettazione e d’esercizio. L’incorrere in casi d’insuccesso dovuti a cedimenti in esercizio dei getti o in scarti ancor prima dell’impiego degli stessi è cosa comune e frequente. La comprensione della natura e dell’origine dei difetti, cedimenti o anomalie è un’attività fondamentale per chi debba risolvere in modo sistematico un problema e migliorare la qualità e le performance dei prodotti risultati critici; tale comprensione coinvolge il prezioso lavoro del diagnosta che, similmente ad un medico, è chiamato a raccogliere molteplici informazioni, numerosi risultati d’analisi, esami e prove, calcoli e simulazioni ma, soprattutto, ad un lavoro di sintesi che non può prescindere da un’adeguata ed approfondita conoscenza dei processi produttivi, della metallurgia delle leghe esaminate e dei meccanismi di cedimento o danneggiamento prima, durante o dopo un esercizio del getto.

Esaminiamo quindi le tecniche e le procedure d’indagine sui difetti dei getti di fonderia.

Rotture secondarie

Quando la frattura o il difetto principale risulta danneggiato o corroso al punto da cancellare la maggior parte delle informazioni, è utile aprire una o più eventuali fratture o difetti secondari (cricche o fratture non propagate all’intera sezione) per esaminarne e studiarne le superfici. Nell’aprire una cricca, si deve prevenire qualsiasi danneggiamento delle superfici, soprattutto quello meccanico. Ciò è possibile quando le due superfici della frattura/difetto sono allontanate reciprocamente senza sfregamenti.

 

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