Leggerezza, mobilità e adattabilità della pneumatica nelle costruzioni

Tenda automontante ARZ 5 con struttura completamente pneumatica (Lanco S.r.l.).

La ricerca di nuove forme è sempre stata uno dei punti fermi su cui si impernia l’architettura moderna e post moderna. L’uso della pneumatica nelle costruzioni, sia sola sia in forma ibrida con l’impiego congiunto di altre tecniche costruttive, offre al progettista una straordinaria variabilità di forme e un’ampia libertà nel definire le caratteristiche spaziali di una determinata soluzione. 

L’architettura primordiale era un’architettura sostanziale ed essenziale, nata dall’osservazione della natura e dalle soluzioni legate a strutture naturali soggette a carichi durante la crescita di organismi,e soprattutto con tecniche costruttive basate senza l’utilizzo smisurato di materiali come il legno, il fango,le pelli animali,la pietra,le canne. Questa è un’architettura che gli specialisti definiscono minimale ma, allo stesso tempo, rispettosa dell’ambiente, riciclabile e dotata di qualità formale e tecniche costruttive tali da renderla duratura nel tempo. Alcune costruzioni come i nuraghi o particolari capanne in Sardegna (Figura 1 e 2) sono la chiara rappresentazione che struttura e ornamento esistono contemporaneamente e, in quanto rare, risultano meritevoli di essere salvaguardate.

Nell’odierno 2021, mai come prima, risulta sempre più inevitabile, sul piano delle richieste, progettare un involucro edilizio le cui caratteristiche siano la durata programmata e limitata nel tempo e le molteplici possibilità di adattarsi in relazione al modificarsi dei suoi utilizzi e contesti abitativi. Si considera ormai maturo il concetto di uso razionale delle energie rinnovabili, l’utilizzo della mobilità elettrica da fonti rinnovabili e di materiali riciclabili. Proprio l’urgenza della questione ambientale fa percepire il bisogno di una più ampia riconversione delle pratiche progettuali e costruttive verso la scelta di soluzioni, a seconda del- le circostanze, più leggere, performanti e adattabili, che in parte si riallaccino alla definizione di minimizzazione dei materiali nell’ottica degli interventi sopra descritti.

Progettare un’architettura con l’uso della pneumatica comporta prevedere l’utilizzo di poco materiale, per dare origine e forma a una struttura resistente, caratterizzata dalla massima efficienza possibile, grazie soprattutto ai continui sforzi nello sviluppo e nella produzione di nuovi materiali e rivestimenti.

La pressurizzazione e il funzionamento delle strutture pneumatiche

Le strutture pneumatiche, denominate anche pressostrutture, vengono studiate nell’ambito dell’architettura tessile, in quanto per il loro funzionamento utilizzano in principio la forza tensile, o resistenza alla trazione di un materiale, che rappresenta il carico massimo sopportato dalla struttura prima della frattura. Queste sono strutture molto versatili e permettono un’installazione rapida, grazie anche ai progressi che hanno definito nuovi materiali e rivestimenti; vengono sovente utilizzate in tutte quelle situazioni ambientali dove è presente l’emergenza, come un terremoto o una pandemia, che necessita di spazi ulteriori per il ricovero temporaneo di malati, oppure in situazioni dove si vuole avere un ambiente abitativo o sportivo facilmente amovibile. Le tecnologie utilizzate sono di due tipi: quella pressostatica e quella depressostatica; la prima, denominata pure tecnologia del pneumatico, è quella attualmente più utilizzata.

 

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