Hanns Engl – Costruzione Stampi: tre secoli di lavorazione del metallo

Quattro chiacchiere con Johannes Engl della Hanns Engl – Costruzione Stampi Snc (www.engl.it). Attività che lavora il metallo dal… 1733.

Generazione dopo generazione. Da circa 300 anni. Quante sono le realtà produttive che possono vantare una simile longevità? Non molte. Una simile anzianità può essere solo un caso fortuito? Come in ogni aspetto della vita, un briciolo di fortuna sicuramente ci vuole, ma non basta: e allora? In Italia, a Bolzano, Hanns Engl – Costruzione Stampi Snc dal 1733 si occupa della lavorazione del metallo: vogliamo liquidare la questione dicendo è una faccenda di DNA? Il DNA c’entrerà anche, ma è interessante capire come un’azienda pluricentenaria si ponga oggi, in un terzo millennio che ha già manifestato due crisi di carattere mondiale.

Hanns Engl Werkzeugbau, come recita l’insegna all’ingresso della sede, è un’impresa famigliare, da sempre condotta dalla famiglia Engl e, dal 1991, da Johannes assieme al padre Hanns; inizia la lavorazione del metallo come fabbri e maniscalchi, per trasformarsi successivamente in officina meccanica, ma è nel 1956 che con Hanns Engl, la casa altoatesina ha iniziato a specializzarsi come maestri artigiani nella costruzione di stampi e forme. Oggi, con Johannes, la società è guidata dalla nona generazione Engl.

DNA? Passione? Certamente, ma con una continua innovazione e la capacità di adattamento al mercato: nonostante la lunga tradizione, l’approccio non è “tradizionale”, ma piuttosto innovativo, non solo verso il prodotto o la produzione, ma anche per ogni aspetto che riguarda la gestione aziendale e la collocazione sul mercato.

Out of the box?

Probabilmente oggi occorre una visione che, almeno in parte, rompa con gli schemi: il terzo millennio, che si era aperto in maniera scintillante, ricco di aspettative, ha portato con sé anche una crisi economica mondiale, con conseguenze pesanti a tutti i livelli e un impatto sulla sfera del privato che, di conseguenza, ha condizionato anche l’approccio al mercato.

Oggi la pandemia sta portando a rivedere le scelte fatte in passato: oggi non si dice più che, finita l’emergenza, tutto tornerà come prima, ma impera il pensiero che tutto sarà diverso. Meglio? Si spera. Certo è, e sarà, necessario pensare out of the box, pronti a rimettersi in gioco secondo nuove regole: ma saranno realmente nuove regole o forse è solo qualcosa che si era semplicemente “dimenticato”? Forse è proprio la capacità di “ripescare” dal passato concetti e stili di vita, contestualizzandoli alla realtà, cioè innovandoli, che permette ad una realtà produttiva di mantenersi salda attraverso i secoli, superando le inevitabili burrasche. Non è facile: occorrono passione e determinazione.

Secondo Johannes Engl, «il punto di partenza probabilmente è la mia visione di azienda, con una gestione pro famiglia che ci porta ad andare sempre incontro alle esigenze dei nostri collaboratori e delle loro famiglie. Questa concezione, se da un lato si riflette nel modo di lavorare, con una grande disponibilità ad affrontare serenamente nuove sfide, dall’altro ha portato ad una alta fedeltà verso l’azienda, con evidenti risvolti positivi in termini di competenza e stabilità. La passione per il nostro mestiere ci porta ad avere prestazioni eccellenti. Possiamo garantire una qualità costante sia grazie ai nostri processi di produzione ben definiti che alla fedeltà dei nostri collaboratori. Naturalmente la competitività è assicurata dal costante rinnovamento del parco macchine, oltre che dalla creazione di una linea di produzione automatizzata. La nostra attività è basata su valori che alcuni potrebbero considerare desueti, come la trasparenza e l’onestà, nonché su una collaborazione che si mantenga e rafforzi nel tempo sia con i nostri clienti che con i fornitori, oltre che, come già o sottolineato, con i collaboratori. È un bello sforzo, se si considera che forniamo stampi per pressofusione, stampi per iniezione, stampi di trancia così come dime di controllo e misura, caratterizzati dalla massima qualità e nel rispetto dei termini di consegna, ma i risultati indicano che la direzione è quella giusta!».

Sostenere la sostenibilità

La sostenibilità è un termine sulla bocca di tutti, ma come spiegare perché è importante anche nel settore della costruzione stampi, come si può (e si deve) perseguirla pur con una impostazione concreta e realistica della produzione e dell’azienda intera?

«La guida è sempre la passione, la passione per il proprio lavoro e la voglia di farlo sempre meglio – prosegue Johannes Engl. Questo mi ha portato, per esempio, a riconsiderare la sostenibilità che, secondo me, va letta secondo 3 concetti principali: sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e sostenibilità economica. Questi 3 aspetti possono benissimo convivere, e potrebbero essere riassunti nell’aspetto sociale di essere impresa: questo si può declinare in molti modi diversi, ma tutti con un denominatore comune, l’uomo e il suo benessere. Secondo il modo con cui è impostato il nostro modo di lavorare, anche il ruolo dell’imprenditore, o del management, non deve mai perdere di vista questo presupposto: non è facile perché c’è uno scontro continuo con la mentalità corrente. Attenzione, questo non vuol dire che l’azienda è un ente di beneficienza e il titolare, o chi per esso, un filantropo, ma significa che si può lavorare, e lavorare bene, vincendo le proprie battaglie, ma senza perdere di vista il fatto che produttività e profitto non devono essere, per esempio, il contraltare di sicurezza o di salubrità e salvaguardia dell’ambiente. Come azienda abbiamo sposato l’economia del bene comune, un concetto, una visione che, nel passato era più radicata nell’attività imprenditoriale e che oggi, anche in Italia, si sta iniziando a diffondere. Per i principi su cui si basa, parlare di economia del bene comune oggi è una sfida, secondo alcuni si tratta di utopia, ma vale la pena rifletterci, in particolare alla luce di tutto ciò che sta accadendo da un anno a questa parte. Hanns Engl Costruzioni Stampi, nel 2011 ha presentato, fra le prime in Italia, il suo primo bilancio del bene comune, nel 2015 il secondo, perché l’ECB è misurabile, quantificabile e rende chiaro in che direzione sta andando l’azienda. E non solo in termini di profitto».

di Daniela Tommasi

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here