Imprenditoria: l’intelligenza emotiva fa la differenza

Durante questo ultimo anno le aziende sono state spinte verso una più rapida trasformazione per trovare nuove modalità operative e contrastare la crisi, garantendo la sicurezza di clienti e dipendenti. L’intelligenza emotiva, ovvero la capacità di comprendere, sfruttare e gestire le emozioni per mitigare lo stress, diventa così di vitale importanza per la sopravvivenza di un’organizzazione, come mai prima d’ora. Lo si evince da una ricerca della Kelley School of Business dell’Università dell’Indiana, secondo la quale il management trarrebbe maggiore beneficio dall’intelligenza emotiva rispetto ad altre competenze, tra cui anche il quoziente intellettivo.

Un valore aggiunto per uscire dalla pandemia (e non solo)

Basato su uno studio empirico di quasi 40 studi precedenti e su una meta-analisi di 65.826 imprenditori osservati, l’articolo “Cosa conta di più per il successo dell’imprenditorialità? Una meta-analisi che confronta l’abilità mentale generale e l’intelligenza emotiva in contesti imprenditoriali” evidenzia così come la natura estrema di questa situazione renda la capacità di gestire le emozioni e le connessioni sociali di fondamentale importanza, soprattutto durante i periodi di gravi sconvolgimenti e crisi.

La ricerca ha dimostrato che coloro che sono dotati di una maggiore intelligenza emotiva sono più propensi a essere auto-motivati e dispongono di abilità sociali più elevate, anche in circostanze più normali. Queste qualità sono rilevanti per lo sviluppo delle reti aziendali e contribuiscono a migliorare la creatività e a cogliere le opportunità, aiutare il processo decisionale in situazioni emotivamente agitate e produrre risposte adeguate per gestire eventi imprevedibili.

Sebbene il QI sia indubbiamente il miglior indicatore delle prestazioni lavorative e del successo professionale nei diversi ambiti e carriere, tra le prerogative dell’imprenditorialità, l’intelligenza emotiva si posiziona oggi come il più spiccato indice di successo di un’organizzazione.

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