Bit e kW: accoppiata vincente per maggior efficienza

L’efficienza e la conservazione dell’energia continuano ad acquisire un’importanza sempre maggiore, in quanto i relativi costi monetari e ambientali sono in costante aumento. Per mitigare tali costi, si prevede che le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale (IA) e l’IoT (Internet of Things) contribuiranno a realizzare soluzioni efficaci per il risparmio energetico nei siti di produzione. In questo contesto, le imprese non hanno più il ruolo di semplice “consumatore, ma si affacciano su un mondo molto più variegato in cui hanno la possibilità di diventare un vero e proprio gestore dei propri consumi elettrici.

La lotta al cambiamento climatico e la necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica da tutti i settori dell’economia stanno portando la produzione di energia elettrica a un allontanamento graduale dall’utilizzo di fonti fossili verso una affermazione sempre maggiore delle fonti rinnovabili.

L’utilizzo delle fonti rinnovabili ha un impatto epocale sulla struttura e sul funzionamento della rete elettrica nel suo complesso, che ha dovuto necessariamente intraprendere un cammino di trasformazione per poter integrare una produzione decentralizzata e intermittente laddove prima vi era solo una produzione centralizzata e programmabile.

Anche il lato dell’utenza si trasforma, perché da semplice consumatrice di energia elettrica, essa può ora diventare produttrice, qualora abbia degli impianti rinnovabili; può vendere alla rete la sua produzione oppure utilizzarla in autoconsumo e non pesare in questo modo sul sistema distributivo. Si introducono, quindi, nel sistema elettrico una serie di variabili nuove e di nuovi flussi che devono esser gestiti in modo coordinato e razionale per evitare pericolose variazioni di tensione e per poter sfruttare al meglio la produzione elettrica rinnovabile e decarbonizzare i consumi energetici.

La necessità di gestire parametri così numerosi e diversi richiede la trasformazione della rete elettrica da tradizionale a  intelligente o smart grid, ovvero una rete che incarni l’integrazione intelligente di produzione, consumo e immagazzinamento dell’elettricità, comprendendo tutti gli attori e i nuovi ruoli che si vengono a creare. L’elemento digitale – inteso come una serie di software, sistemi informatici e servizi che permettono di analizzare, integrare e coordinare le informazioni di rete e i flussi energetici – è l’elemento di distinzione di una rete smart. Da qui allora si comprende l’affermazione del Prof. Davide Chiaroni del gruppo Energy&Strategy del Politecnico di Milano, secondo cui la trasformazione del sistema energetico e della rete elettrica da tradizionale a smart sarebbe una transizione basata su 3D: decarbonizzazione, decentralizzazione e digitalizzazione . E – aggiungiamo noi – basata su una gestione del kW a suon di bit.

Il tutto in un contesto di trasformazione dell’industria che guarda al 4.0, quindi a fabbriche in cui le macchine sono in grado di monitorare e registrare i propri consumi e comunicare all’operatore (o addirittura direttamente alla rete) il proprio fabbisogno elettrico in tempo reale. Cosa ne deriva? Ne derivano una serie di nuove possibilità di gestione dell’energia che portano non solo a una diminuzione dell’impronta carbonica dell’attività; non solo a un’ottimizzazione dell’utilizzo di energia elettrica in base ai reali fabbisogni della fabbrica, e di conseguenza a una riduzione dei costi e generazione diretta di profitto per l’impresa. Questa trasformazione porta anche, in un passo ulteriore, a ulteriori opportunità di business, laddove il sito possa impiegare meglio l’energia elettrica risparmiata per sfruttare diversamente i propri asset aziendali o entrare in “simbiosi industriale” con realtà separate ma vicine geograficamente, creando delle sinergie energetiche.

Gestione dell’energia: opportunità di business

In quest’ottica allora si comprende come la gestione del consumo elettrico da parte dell’utenza, possibile solo grazie alle caratteristiche della rete smart, possa realmente diventare una opportunità di business. Anzi, secondo Chiaroni, il consumatore industriale è addirittura il soggetto che meglio può incarnare la transizione energetica, che meglio può farsi interprete delle possibilità che la rete smart apre: perché ha le dimensioni per poter fare una vera e propria gestione dell’energia e perché per rimanere competitivo deve mirare a una sua gestione concretamente oculata, che gli permetta di abbassare l’impronta carbonica, ridurre i consumi e trasformarli in un risparmio in bolletta.

 

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