Produzione metalmeccanica in progressivo miglioramento

La produzione metalmeccanica, dopo il crollo registrato nel 2020 (-13,5%), ha evidenziato un progressivo miglioramento che, iniziato a partire dai mesi estivi, è proseguito anche nei primi mesi dell’anno in corso. Nel primo trimestre del 2021, infatti, i volumi di produzione sono cresciuti del 15,6% nel confronto con l’analogo periodo dell’anno precedente e dello 0,8% rispetto all’ultimo trimestre del 2020.

Il miglioramento osservato ha interessato tutte le attività dell’aggregato metalmeccanico che, in termini tendenziali, hanno evidenziato aumenti a doppia cifra. Incrementi superiori alla media di settore si sono avuti nella fabbricazione di prodotti in metallo (+16,1%), nelle attività metallurgiche (+16,4%) e ancor più negli autoveicoli e rimorchi (+23,0%) e nelle macchine e apparecchi elettrici (+24,3%).

Nell’Unione europea, si registra una forte differenziazione delle dinamiche produttive tra i paesi membri: l’Italia, che nei mesi di lockdown aveva registrato i risultati peggiori, si è riportata successivamente in linea con gli altri principali paesi dell’area per poi collocarsi, nei mesi più recenti, su livelli significativamente superiori. Sui buoni risultati acquisiti ha influito, oltre al miglioramento della domanda interna, anche la ripresa del commercio mondiale che ha comportato, infatti, ricadute positive sul nostro interscambio commerciale.

Nel primo trimestre del 2021, le esportazioni metalmeccaniche sono cresciute dell’8,9%
(in misura maggiore rispetto al +4,6% rilevato per l’intera economia) e le importazioni del 15,1%. È cresciuto sensibilmente l’export verso i principali partner europei quali la Germania (+22,3%), la Francia (+15,1%) e la Spagna (+14,3%), mentre, al di fuori dell’Unione europea, i flussi sono significativamente cresciuti verso la Cina (+48,0%) e sono diminuiti verso gli Stati Uniti (-20%).

Aria di ripresa

I risultati dell’indagine congiunturale Federmeccanica prospettano ulteriori recuperi dell’attività produttiva anche se permane un clima d’incertezza strettamente connesso all’evoluzione della pandemia e della campagna vaccinale. Il 53% delle imprese intervistate dichiara, infatti, un portafoglio ordini in miglioramento. Il 42% prevede incrementi
di produzione.

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