Un magnete superconduttore apre le porte all’energia prodotta dalla fusione nucleare

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Un team di ricercatori del MIT ha recentemente testato con successo un grande elettromagnete superconduttore ad alta temperatura, portandolo a un’intensità di campo di 20 tesla e creando così il più potente campo magnetico mai creato sulla Terra. Questo successo della ricerca pone le basi per la realizzazione della prima centrale elettrica a fusione al mondo in grado di produrre più energia di quanta ne consumi, aprendo la strada alla realizzazione, a lungo cercata, di centrali elettriche poco costose e prive di carbonio che potrebbero dare un contributo importante alla limitazione degli effetti del cambiamento climatico globale.

Una nuova fonte di energia

Ricercata per decenni con poca fortuna, ora la riuscita di questo esperimento apre le porte alla dimostrazione della fusione in un laboratorio sulla Terra. La collaborazione tra il MIT e la startup Commonwealth Fusion Systems (CFS) è sulla buona strada per costruire il primo dispositivo di fusione al mondo in grado di creare e isolare un plasma che produce più energia di quanta ne consumi. Questo dispositivo dimostrativo, chiamato SPARC, dovrebbe essere completato nel 2025. «Le sfide per realizzare la fusione sono sia tecniche che scientifiche», afferma Dennis Whyte, direttore del Plasma Science and Fusion Center del MIT, che sta lavorando con CFS per sviluppare SPARC. Ma una volta che la tecnologia è stata testata, afferma, «si rivela una fonte di energia inesauribile e priva di carbonio diffondibile ovunque e in qualsiasi momento. Una fonte di energia nuova».
«Abbiamo costruito un magnete superconduttore unico nel suo genere. È stato necessario molto lavoro per creare processi e attrezzature di produzione unici. Di conseguenza, ora siamo ben preparati per avviare la produzione SPARC», afferma Joy Dunn, responsabile delle operazioni di CFS. «Abbiamo iniziato con un modello fisico e un progetto CAD, e abbiamo lavorato su molti sviluppi e prototipi per trasformare un progetto su carta in questo magnete».

Ciò ha comportato la costruzione di sistemi di produzione e strutture di test, incluso un processo iterativo con più fornitori del nastro superconduttore, per aiutarli a raggiungere la capacità di produrre materiale che soddisfacesse le specifiche necessarie.

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