Produzione industriale tra ripresa e flessioni

Com’è andata la produzione industriale nel 2021? I dati Istat mostrano un andamento incerto, in cui i segni “più”, seppure sempre più numerosi, faticano ancora un po’ a stabilizzarsi e, soprattutto, a raggiungere quote significative. Conforta il salto in avanti della produzione macchinari, che va in doppia cifra superando l’11% di crescita.

In particolare, a settembre 2021 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,1% rispetto ad agosto. Nella media del terzo trimestre il livello della produzione cresce dell’1,0% rispetto al trimestre precedente.

L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale sostenuto per i beni di consumo (+3,3%) e una crescita più contenuta per l’energia (+1,3%) e i beni intermedi (+0,9%); viceversa, si osserva una diminuzione per i beni strumentali (-1%).

Al netto degli effetti di calendario, a settembre 2021 la produzione aumenta su base annua del 4,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 come a settembre 2020). Si registrano incrementi tendenziali marcati per i beni intermedi (+7,1%), i beni strumentali (+4,9%) e quelli di consumo (+4,5%); diminuisce, invece, il comparto dell’energia (-4,2%).

I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+13,3%), la fabbricazione di macchinari (+11,4%) e la metallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo (+9,6%).

Flessioni tendenziali si registrano nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-11,7%), nelle attività estrattive (-6,3%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore e acqua (-5%) e nella produzione di computer e altri dispositivi elettronici (-0,3%).

Carenza di personale

Ma quello su cui occorre riflettere emerge nella nota Istat sull’andamento dell’economia italiana, dove l’istituto mette in evidenza la difficoltà delle aziende, specie proprio quelle manifatturiere, nel trovare manodopera qualificata: un disallineamento fra domanda e offerta di lavoro che è bruscamente salito negli indici di ostacolo alla produzione.