Decarbonizzare l’industria grazie all’idrogeno zero emission

Ad oggi, McPhy conta oltre 60 MW di potenza installata e più di 40 stazioni di rifornimento a idrogeno nel portafoglio

Cruciale complemento alle soluzioni “tradizionali” di stoccaggio di energia elettrica, l’idrogeno è l’anello indispensabile per la riuscita della transizione energetica. Parola di McPhy, che dal 2008 contribuisce in modo pionieristico alla diffusione dell’idrogeno a zero emissioni di carbonio in tutto il mondo

di Lara Morandotti

Adattate in modo customizzato alle esigenze dei singoli utilizzatori, le tecnologie dell’idrogeno a zero emissioni sviluppate da McPhy aiutano i principali attori dell’industria, dei trasporti e dell’energia a mettere in atto la loro transizione energetica.

Messe in campo per la fornitura di materie prime industriali, per la ricarica di veicoli a celle a combustibile elettrico o per lo stoccaggio e il riutilizzo di energia elettrica in eccesso generata da fonti rinnovabili, le soluzioni di McPhy rispondono al bisogno crescente di flessibilità e stoccaggio di energia al fine di stabilizzare le reti elettriche e soddisfare la domanda dei mercati. La voce di queste pagine è dell’Ing. Marco Parigi, PIEL Global Sales Director – MCLYZER/HRS Sales Manager Southern Europe di McPhy Italy. «Progettista, produttore e integratore di apparecchiature a idrogeno, McPhy sostiene la decarbonizzazione sul larga scala dei settori dell’industria, della mobilità e dell’energia».

Ing. Marco Parigi, PIEL Global Sales Director – MCLYZER/HRS Sales Manager Southern Europe di McPhy Italy

50 anni di know-how

Negli anni ’80 è nata Piel, azienda italiana di successo nel segmento degli elettrolizzatori, e dopo 30 anni è stata acquisita da McPhy. «Oggi McPhy opera grazie ad un know-how di 50 anni e può contare su un team composto da dipendenti altamente qualificati e multi-specializzati che si impegnano costantemente nella realizzazione di progetti complessi e sfide tecnologiche, industriali, ambientali ed economiche».

McPhy è un esempio di una PMI in crescita, che mira ad aumentare la sua competitività di costo attraverso l’innovazione, sia tecnologica che industriale. In parallelo allo sviluppo delle gamme, l’azienda continua a investire fortemente nel suo personale e nell’ecosistema di partnership.

McPhy è un esempio di una PMI in crescita, che mira ad aumentare la sua competitività di costo attraverso l’innovazione, sia tecnologica che industriale

Le gamme

L’offerta McPhy è composta da due gamme complete di attrezzature: elettrolizzatori alcalini ad alta densità di corrente e stazioni di idrogeno. «I nostri elettrolizzatori Piel e McLyzer “Small Line” sono perfettamente adatti a soddisfare le esigenze dell’industria leggera». Player di spicco nell’elettrolisi alcalina a pressurizzazione, McPhy offre un’ampia gamma di elettrolizzatori: da 0,4 a 800 Nm3/h di serie, e oltre nei modelli multi-MW, in un range di pressione da 1 a 30 bar, che coprono tutte le tue esigenze in termini di flusso, pressione e purezza.

Gli elettrolizzatori Augmented McLyzer combinano l’affidabilità e la maturità della tecnologia alcalina con un’elevata flessibilità

«Per gli usi “pesanti”, abbiamo sviluppato le linee di elettrolizzatori McLyzer e Augmented McLyzer. La nostra gamma di stazioni di rifornimento di idrogeno McFilling dual pressure 350/700 bar ci permette di rispondere alle esigenze della mobilità leggera e pesante, e di accompagnare i nostri clienti nell’attuazione dei loro piani di mobilità a zero emissioni».

L’ambizione di cui ci ha parlato il manager di McPhy è diventare uno dei principali produttori mondiali per queste due linee di prodotti e aumentare le prestazioni e la competitività delle apparecchiature a idrogeno. «Stiamo accelerando il ritmo del nostro scale-up industriale e prevediamo di moltiplicare per più di 10 volte la capacità di produzione degli elettrolizzatori a San Miniato, di costruirne uno aggiuntivo in Francia e di aumentare di 7 volte la capacità delle stazioni di idrogeno nei prossimi anni grazie ad una nuova fabbrica a Grenoble».

L’elettrolizzatore Piel è adatto a soddisfare le esigenze dell’industria leggera

Gli elettrolizzatori Augmented McLyzer combinano l’affidabilità e la maturità della tecnologia alcalina con un’elevata flessibilità. La loro capacità produttiva è quadruplicata rispetto agli standard di mercato a pressione atmosferica grazie all’utilizzo di elettrodi avanzati ad alta densità di corrente che permette al processo di elettrolisi di ottenere una pressione di uscita di 30 bar senza usufruire di stadi di compressione.

Per garantire uno stoccaggio efficiente e una valorizzazione massiva dell’eccedenza di energia elettrica rinnovabile, il ricorso all’idrogeno appare come una soluzione indispensabile, flessibile e competitiva

 

 

 

 

Basati sulla progettazione di moduli da 4 MW, a 30 bar, si tratta di sistemi progettati per scalare con la crescita dell’attività.

«Le tecnologie possono essere combinate per andare a formare impianti multimegawatt e stazioni rifornimento a idrogeno per la mobilità. E il tutto si inserisce nel piano per poter restare entro il 2050 al di sotto di un grado e mezzo di riscaldamento globale».

Il boom in atto

«Ad oggi abbiamo oltre 60 MW di potenza installata e più di 40 stazioni di rifornimento a idrogeno nel portafoglio. È innegabile che ci sia un vero e proprio boom, ma prevediamo un boom ancora più esponenziale di investimenti in questa direzione». La strada di cui ci ha parlato l’Ing. Parigi è quella di incrementare l’infrastruttura esistente e avviare un processo di decarbonizzazione grazie all’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, attraverso l’elettrolisi.

Un vanto degli elettrolizzatori è un ottimo TCO grazie alla pressione di uscita dell’elettrolizzatore a 30 bar che riduce sensibilmente l’energia necessaria per realizzare fasi di compressione aggiuntive

«Gli investimenti saranno sempre più importanti in questo senso, anche se in Italia siamo un po’ indietro a livello infrastrutturale. Ma è bene essere consapevoli che la tecnologia c’è, è ben consolidata e non occorre più fare studi di fattibilità e complicati business plan: produrre idrogeno a zero emissioni conviene sia per il portafogli che per l’ambiente».

McPhy offre un’ampia gamma di elettrolizzatori: da 0,4 a 800 Nm3/h di serie, che coprono tutte le tue esigenze in termini di flusso, pressione e purezza

 

 

In merito alla convenienza economica, il vanto degli elettrolizzatori è un ottimo TCO, Total Cost of Ownership, grazie ad esempio alla pressione di uscita dell’elettrolizzatore a 30 bar che riduce sensibilmente l’energia necessaria per realizzare fasi di compressione aggiuntive.

L’IDROGENO COME FATTORE DI SVOLTA
La premessa è semplice: basandosi sulla diffusione delle energie rinnovabili su larga scala, per natura intermittenti e quindi difficili da prevedere, la transizione energetica crea un bisogno crescente di flessibilità e stoccaggio di energia al fine di stabilizzare le reti elettriche e soddisfare la domanda dei mercati. Ecco, per garantire uno stoccaggio efficiente e una valorizzazione massiva dell’eccedenza di energia elettrica rinnovabile, il ricorso all’idrogeno appare come una soluzione indispensabile, flessibile e competitiva. «L’idrogeno è l’unico vettore energetico che consente lo stoccaggio dell’elettricità in eccesso e la sua valorizzazione grazie a molteplici applicazioni: industria, mobilità, energia. Essendo una soluzione ad emissioni zero che funge da ponte tra le diverse reti di energia, l’idrogeno aggiunge flessibilità, prestazioni energetiche e creazione di valore locale al mix energetico».