Ologrammi digitali 3D su smartphone

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E’ stata inaugurata l’era degli ologrammi 3D per la tecnologia di consumo.

Il Korea Institute of Science and Technology (KIST) ha recentemente reso nota la possibilità di realizzare un sensore di immagine olografica miniaturizzato per ologrammi digitali 3D, utilizzando i materiali semiconduttori 2D.

L’acquisizione di ologrammi 3D su dispositivi mobili, come gli smartphone, non è più fantascienza.

Finora, questi ologrammi, basati sul metodo dell’olografia a sfasamento, potevano essere catturati utilizzando una grande fotocamera apposita con un filtro polarizzante e non potevano essere integrati e miniaturizzati.

I fotodiodi, che convertono la luce in segnali di corrente, sono componenti essenziali all’interno dei pixel dei sensori di immagine delle fotocamere digitali e degli smartphone.

Il gruppo di ricercatori del Korea Institute of Science and Technology ha sviluppato un fotodiodo che rileva la polarizzazione della luce “nella regione del vicino infrarosso” senza ricorrere a ulteriori filtri polarizzanti.

Il fotodiodo è stato creato impilando un semiconduttore n-type, il diseleniuro di renio, che mostra una differenza nell’assorbimento della luce dipendente dall’angolo di polarizzazione lineare della luce nella regione del vicino infrarosso (980 nm), e un semiconduttore p-type, diseleniuro di tungsteno, che offre prestazioni superiori.

La ricerca sul ridimensionamento e l’integrazione dei singoli elementi è necessaria per miniaturizzare i sistemi olografici.

I risultati di questa ricerca getteranno le basi per il futuro sviluppo di sensori miniaturizzati per fotocamere olografiche.

Il nuovo sensore può rilevare anche la luce visibile precedentemente non rilevabile, aprendo nuove opportunità in vari campi come la visione notturna 3D, la guida autonoma, la biotecnologia e l’acquisizione dati a infrarossi per l’analisi e il ripristino dei beni culturali.

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