Agenzia delle Entrate, aiuti in deduzione

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Ammettiamolo: nella percezione degli imprenditori, Agenzia delle Entrate è sinonimo di preoccupazione e… sonni agitati: stavolta però non è così, e vediamo come mai.

Uno strumento per rafforzare la struttura patrimoniale delle PMI

L’ACE (Aiuto alla Crescita Economica) è un’agevolazione introdotta proprio dall’Agenzia delle Entrate, nell’ormai lontano 2011, per favorire il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese e del tessuto produttivo del Paese. All’atto pratico funziona come deduzione, dal reddito imponibile netto, di un importo che corrisponde al rendimento figurativo degli incrementi di capitale proprio realizzati a partire dal 2011. Alla base c’è l’idea di equilibrare il trattamento tra imprese che si finanziano con debito e con capitale proprio. Infatti consiste in una riduzione della tassazione, commisurata al nuovo capitale conferito nell’impresa.

Nel dettaglio

Tra gli elementi sono compresi: i conferimenti versati dai soci o partecipanti; gli utili accantonati a riserva, con esclusione di quelli destinati a riserve indisponibili. Sono comprese anche le riserve disponibili derivanti dalla riclassificazione di riserve indisponibili a seguito del venir meno della condizione di indisponibilità.

Come calcolare l’ACE

Ai fini del calcolo dell’ACE si effettua la sommatoria dei componenti positivi e negativi. Il risultato viene confrontato con il patrimonio netto contabile risultante dal bilancio di esercizio, dal momento che ogni variazione in aumento, relativa a ciascun esercizio, non può eccedere il patrimonio netto contabile esistente al termine del medesimo esercizio.

Una volta determinata la base ACE, l’importo deducibile viene calcolato moltiplicando tale base per un’aliquota percentuale, fissata dallo Stato, su base annua (dal 2019 è fissata all’1,3%).

Scadenza: 20 novembre 2022.

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A cura di Simone Finotti