Dalla causa all’effetto: il diagramma a lisca di pesce

È possibile individuare le cause più probabili di un effetto? Il diagramma a lisca di pesce, messo a punto da Kaoru Ishikawa nel 1943, può essere un aiuto.

Lo formulò Isaac Newton, ed è noto come principio di azione e reazione, anche se, formalmente, è il terzo principio della dinamica: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Si potrebbe anche interpretare come il fatto che ogni azione ha una causa che la genera. E questo è un principio inconfutabile, anche se non sempre è facile capire il perché di determinate situazioni, come si sono generate.

Va da sé che questa comprensione valga sia nel caso di situazioni positive che quando si hanno criticità, e capire la provenienza è fondamentale in ogni ambito, ma, in particolare in quello industriale.

Perché quel processo produttivo è andato così bene? Oppure: perché non è andato tutto secondo le aspettative?

Accettare la situazione come un dato di fatto, magari perché comunque c’è marginalità, significa non gestire e ciò, se nell’immediato può non produrre alcun effetto, nel tempo può avere ricadute importanti.

Anche nel caso la situazione superi le aspettative? Certamente sì, non tanto perché si abbiano ripercussioni dirette, per esempio sull’efficienza o sui profitti, ma piuttosto perché, non sapendo da cosa è stata generata, solo la casualità permetterà di riprodurla, quindi, in poche parole: non c’è crescita. O, in un contesto più ampio, non c’è progresso.

Le tecniche di analisi

Per comprendere il legame fra gli effetti e le cause che li hanno generati, nel tempo sono state messe a punto tecniche manageriali basate su presupposti differenti e, far le più interessanti, c’è sicuramente quella nota come diagramma di Ishikawa, anche noto come diagramma a lisca di pesce (fishbone diagram) o, più genericamente, diagramma causa-effetto.

Questi diagrammi sono stati messi a punto in Giappone, negli anni della seconda guerra mondiale, da Kaoru Ishikawa, uno dei pionieri e i primi sostenitori del concetto di qualità totale, un concetto che oggi è largamente diffuso e condiviso.

La potenza di questa tecnica si evidenzia e sviluppa con l’utilizzo di sessioni di brainstorming o di mappe mentali, costituendo una base grafica su cui innestare l’analisi.

Il diagramma di Ishikawa

Dunque, grazie al diagramma di Ishikawa è possibile risalire alle cause che hanno generato una certa situazione, in modo da intervenire con eventuali azioni correttive.

Il diagramma ha essenzialmente una struttura che richiama graficamente la lisca del pesce, da qui la denominazione, di uso corrente, diagramma a lisca di pesce.

diagramma causa-effetto
Kaoru Ishikawa (fonte wikipedia)

Naturalmente il cuore è la corretta costruzione del modello e, se questo avviene, si potrà contare su uno strumento che, in virtù della sua semplicità, permette una veloce comprensione grazie alla grafica, indirizza immediatamente e in maniera efficace, al focus del problema.

Non si tratta di uno schema rigido, per cui si può intervenire con le modifiche che dovessero rendersi necessarie, a garanzia della flessibilità, ormai indispensabile in qualsiasi strumento di analisi.

Ma, nella struttura di questo diagramma, dove si colloca “l’effetto” da analizzare?

Naturalmente è la testa del pesce! Mentre le cause evidenziate vengono collocate sulle varie lische che, a loro volta, possono avere delle “sotto lische”, arrivando, se necessario, a costruire una struttura che, per quanto semplice e ragionevolmente intuitiva, è comunque articolata.

Se l’applicazione del diagramma di Ishikawa ha sempre e comunque un suo perché, è evidente come sia destinato a un uso perché è “appassionato” del proprio lavoro o voglia vedere crescere la propria azienda, ponendosi delle domande e ricercando le risposte.

Si tratta di una “fatica” aggiuntiva, ma che può dare risultati interessanti e, talvolta, inimmaginabili e insperati.

Dalle 4 M ai risultati

L’applicazione del diagramma di Ishikawa al comparto manifatturiero permette di individuare i fattori di influenza (le cause) di una determinata situazione, fattori che sono raccolti secondo lo schema noto come 4M (le lische principali), che considera i 4 elementi fondamentali di un processo produttivo:

Manodopera, cioè l’uomo

Macchine

Materiali

Metodi

A ogni lisca possono corrispondere delle sotto lische, cioè le cause della causa.

Un esempio può essere il fermo macchina generato da una mancata manutenzione, o il mancato intervento di un addetto in quanto non adeguatamente formato.

In prima battuta si cerca di inserire tutte le possibili cause che hanno provocato una determinata situazione, quindi il diagramma potrà sembrare anche piuttosto complicato, ma il successivo intervento porterà a una scrematura, fino ad arrivare al cuore, individuando le cause primarie su cui intervenire.

di Daniela Tommasi