Rolleri | L’automazione con le persone al centro

Francesco Rolleri, Presidente della Rolleri Holding Spa

Lo sviluppo della “Rolleri” è sotto gli occhi di tutti. Non è più solamente l’azienda che produce utensili per la lavorazione della lamiera, bensì una holding che a oggi conta ben 12 società. Per farci raccontare la strategia dietro a questa espansione e gli obiettivi a cui punta il management abbiamo intervistato Francesco Rolleri e Daniele Marzaroli.

Signor Rolleri, qual è l’idea alla base dello sviluppo della Rolleri che in questi ultimi anni, oltre al suo storico core business, sta puntando a settori ben diversi?

Tutto è nato in realtà nel 2018 dalla ferma convinzione di cambiare quello che era il nostro piano strategico e puntare in maniera molto più decisa sul mondo dell’automazione. Abbiamo scelto di intraprendere questa strada per un motivo molto semplice e strettamente collegato all’attività di uno dei primi spin-off del nostro gruppo ovvero la Rolleri Cultura d’Impresa (RCI), l’azienda che si occupa di selezione del personale per altre realtà.

Attraverso le esperienze vissute in RCI ci siamo resi sempre più conto della difficoltà da parte di tutte le aziende del comparto manifatturiero nel trovare personale specializzato. Da questa constatazione abbiamo capito che tutto quello che riguarda l’automazione secondo noi avrebbe subìto una forte accelerata ed effettivamente c’è stata. Il fenomeno, visti anche gli effetti della pandemia, è diventato esponenziale. Perciò questa scelta è stata azzeccata e il fatto di averci creduto e investito, ormai quattro anni fa, è stato molto importante per quella che è oggi la crescita del gruppo.

Inoltre, con la pandemia ci siamo resi ancora più conto della debolezza di noi umani e di quanto le aziende hanno bisogno di processi per quanto possibile automatici e facilmente programmabili. L’espressione forse più chiara della nostra filosofia, frutto di un lavoro di ricerca durato 5 anni, è la costituzione della Rolleri Robotic con un prodotto che abbiamo iniziato a produrre e commercializzare alla fine del 2021.

Un ampliamento così importante prevede sicuramente una riorganizzazione non indifferente in termini di gestione, corretto?

Confermo. La gestione e il controllo di dodici differenti realtà prevede tutta una serie di opportunità ma anche di problematiche legate alla gestione di un gruppo così eterogeneo e che arriva da differenti esperienze. Siamo quindi in una fase molto interessante, dal punto di vista della gestione delle risorse umane, ma anche dell’organizzazione in generale. Settimana dopo settimana stiamo migliorando i processi. Siamo diventati una realtà complessa, una piccola multinazionale oserei dire perché abbiamo a che fare anche con realtà all’estero.

Fabio Boiocchi