Tanti modi per descrivere una quota da realizzare.

«Paese che vai, usanze che trovi».

Un detto che incarna molto bene l’umana tendenza a personalizzare ogni aspetto della vita… pur mantenendo molti tratti in comune!

Addentrandoci nelle aziende metalmeccaniche italiane e non solo è molto interessante vedere come gli addetti personalizzino in modi molto differenti e talvolta fantasiosi i processi, le modalità, le procedure…

La pratica di “trovare una propria via” è normale e diffusa a tal punto che, alla fine, si instaurano dei dogmi che è difficilissimo scardinare, anche quando gli sprechi di risorse sono imbarazzanti.

Tralasciando tuttavia le condizioni più estreme, ciò che avvalora umanamente una tesi è il raggiungimento di un risultato, per quanto non nel migliore dei modi.

Che piega stai prendendo?

Focalizzandoci su uno dei processi a maggior presenza di componente umana come la piegatura della lamiera, è interessante notare come anche solo la descrizione della quota della piega da raggiungere sia un argomento divisivo.

Come noto, l’asse su cui si interviene in una pressa piegatrice per effettuare una piega più o meno lunga, prende il nome di “asse X”.

E già qui si apre un mondo…

Si, perché se il disegno richiede una determinata quota, il come arrivarci pare essere del tutto soggettivo: è questione di riferimenti e… di abitudini!

Emiliano Corrieri