Fasci di luce intersecanti per migliorare la stampa 3D

fasci di luce

I ricercatori del Queensland University of Technology, in Australia, hanno impiegato fasci di luce che si intersecano per controllare le reazioni chimiche in un materiale avanzato, aprendo la strada a stampanti 3D che stampano interi strati alla volta, al posto di singoli punti.

Usare fasci di luce intersecanti per controllare le reazioni chimiche in un materiale avanzato e produrre stampanti 3D che stampano interi strati alla volta, invece di singoli punti. Lo ha dimostrato un team di ricerca interdisciplinare del Centro per la scienza dei materiali della Queensland University of Technology (QUT), in Australia.

La luce è uno strumento particolarmente adatto ad attivare i processi chimici, grazie alla precisione che offre nell’avviare una reazione.

“La maggior parte del lavoro che i ricercatori del Soft Matter Materials Group di QUT hanno svolto in passato con la luce è stato usare un raggio laser per avviare e fermare una reazione chimica lungo l’intero volume in cui la luce colpisce il materiale. In questo studio, abbiamo due fasci di luce di colore diverso e la reazione avviene solo dove i due fasci si intersecano” spiega la dottoressa Sarah Walden.

I vantaggi di usare fasci di luce intersecanti

I ricercatori usano un colore di luce per attivare una molecola e il secondo colore di luce per attivare un’altra molecola. Le due molecole attivate reagiscono per formare un materiale solido nel punto in cui i due fasci di luce si incontrano.

“Normalmente, in una stampante 3D, il getto d’inchiostro si muove in due dimensioni, stampando lentamente uno strato 2D prima di spostarsi verso l’alto per stampare un altro strato. Usando questa tecnologia, potremmo avere un intero foglio bidimensionale attivato e stamparlo tutto in una volta” prosegue Walden.

Questi materiali attivati ​​a due colori sono attualmente molto rari e il progetto mira a dimostrare la fattibilità dell’inchiostro per la futura generazione di stampanti.

Una delle sfide del progetto era trovare due molecole che potessero essere attivate da due diversi colori di luce e quindi farle reagire insieme. Con molto lavoro, il team è riuscito a trovare due molecole che reagivano alle luci nel modo richiesto e si combinavano per formare un materiale molto solido.

“Nella nostra progettazione chimica, entrambi i processi attivati ​​dalla luce sono reversibili, quindi possiamo controllare esattamente quando e dove si può formare il materiale solido” conclude il dottor Vinh Truong.