Le nuove frontiere delle auto del futuro

All’Università Politecnica delle Marche si sperimentano gli accorgimenti per segnalare in
automatico al guidatore di un veicolo l’arrivo dei mezzi di soccorso. E come in tutte le applicazioni, lo studio può essere una base per sviluppi futuri.

Obiettivo sicurezza

Il progetto si chiama smart multimedia MOnitoring systems for advanced HMI technologies in living environments, soprannominato MOHMI, parte del programma MIRACLE, Marche Innovation and Research for Connected and sustainable Living Environments.

Il sistema si basa su tecniche di “Machine Listening”, soluzioni di intelligenza artificiale che sono in grado di catturare tramite apposite “orecchie” un evento sonoro particolare, come l’arrivo di un mezzo di soccorso a sirena spiegata. Oltre alle orecchie artificiali, il sistema ha anche un suo “occhio elettronico” capace di controllare, all’insorgere del suono di sirena, se il guidatore si è accorto o meno della situazione di emergenza. In caso contrario, l’auto avvisa il conducente inviando un segnale. Tutto ciò in un’ottica di maggiore sicurezza, ma anche nella direzione futuristica di un’auto a guida autonoma sempre più attenta. Per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori hanno messo a punto un’autovettura con vari microfoni che fungono da “orecchie”; la raccolta di suoni è anche necessaria per stabilire la direzione di provenienza del veicolo.

I ricercatori hanno poi analizzato il comportamento del guidatore all’arrivo del mezzo di soccorso mediante dispositivi di visione artificiale. Per i loro esperimenti hanno fatto uso di una camera semianecoica dell’ateneo, un ambiente chiuso dove il suono viene assorbito dalle pareti, rimuovendo il loro effetto e permettendo di simulare altri ambienti.

Si stanno infine sperimentando dei sensori fortemente innovativi che prendono il nome di camere ad eventi, conosciute come Dynamic Vision System (DVS), assieme a sistemi di visione di tipo stereo che utilizzano due videocamere per calcolare la profondità e consentire ai device di vedere, comprendere, interagire e apprendere dal loro ambiente: attraverso una serie di algoritmi, è possibile processare il flusso dati per stimare la direzione dello sguardo del guidatore.

Al momento, il team di lavoro sta studiando l’insieme di tutti questi algoritmi e sistemi complessi per poterli integrare in un prototipo che ha lo scopo di validare il lavoro. Sarà successivamente necessario integrare hardware e software all’interno dell’automobile che verrà utilizzata durante tutto il progetto.