Utensili e titanio: come aumentare i parametri di lavorazione

Il titanio è un elemento metallico ben conosciuto per la sua resistenza alla corrosione, quasi pari a quella del platino, e per il suo alto rapporto tra resistenza e peso. È leggero, duro, con bassa densità. Allo stato puro è abbastanza duttile, lucido, di colore bianco metallico.

In generale, la lavorabilità alla macchina del titanio non è più difficile di quella dell’acciaio inossidabile. Solamente le leghe, ad elevato tenore di elementi alliganti (di prevalente uso aeronautico), possono presentare una maggiore difficoltà. Non presenta, invece, particolari problemi la lavorazione del titanio puro (di grado 1, 2, 3, 4 e 7), a patto di interpretare correttamente le sue caratteristiche chimico-fisiche.

La scelta dell’utensile

Per lavorare il titanio in modo efficiente è necessario prendere in considerazione l’intero processo di lavorazione, perché un singolo elemento non a posto può ostacolare l’efficacia complessiva della lavorazione. A partire dall’utensile.

Nel 95% dei casi, sul titanio vengono proposti utensili non rivestiti per ottenere un taglio vivo e una buona evacuazione del truciolo a discapito, tuttavia, di parametri di lavorazione moderati.

Un’applicazione di successo: sgrossatura e finitura per protesi esterne

Il cliente, che opera del settore medicale, deve realizzare un’operazione di sgrossatura e finitura su tasche di protesi esterne. Il materiale da lavorare è un Titane TA6V / Grado 5 / Ti6AL4V con resistenza alla trazione Rm = 950-1100 MPa. L’esigenza è quella di aumentare la velocità di taglio e trovare una soluzione efficace per ottimizzare le perdite di tempo dovute al cambio utensile fra la lavorazione di sgrossatura e quella di finitura.

Quale soluzione viene adottata?