AzzurroDigitale: ecco come digitalizzare gli stampi

Matix è il dispositivo IIoT che permette allo stampo di entrare nel mondo della digitalizzazione 4.0.

Ci sono interessanti novità in arrivo per il mondo degli stampisti. Ne è convinto AzzurroDigitale (www.azzurrodigitale.com), che con il dispositivo Matix rende lo stampo smart, permettendo un vero digital mould management.

Intraprendere un’ambiziosa avventura che punta a digitalizzare in modo massivo un settore non ancora coinvolto dalle logiche 4.0. Ecco l’obiettivo principale della nuova soluzione Matix, sviluppata dalla giovane squadra di AzzurroDigitale, una realtà dinamica e piena di potenziale, che sta compiendo importanti sviluppi grazie al recente ingresso di Riccardo Pistorello come amministratore delegato dell’omonima spinoff Matix, e al know how finanziario maturato in Casavo, piattaforma digitale di servizi per la compravendita residenziale. È sua la voce che ci ha spiegato come questo nuovo progetto sia in grado di elevare lo stampo ad un livello superiore, fornendolo di intelligenza e connettività.

Riccardo Pistorello, ad di Matix.

La genesi dell’idea

In Italia, paese industriale per eccellenza, l’utilizzo degli stampi è molto diffuso, lo sappiamo bene. Digitalizzare una fase del processo produttivo fino ad oggi assolutamente “analogica” è una sfida estremamente stimolante, un’opportunità che AzzurroDigitale ha colto per ampliare l’’offerta, renderla scalabile e dotarla di tutte le carte in regola per andare oltre il prodotto di nicchia.

«Le case di produzione possiedono una grande quantità di stampi, alcune ne contano anche decine di migliaia nei diversi plant; ognuno di essi ha un costo elevato, anche oltre i 100 mila euro – spiega Pistorello. Soprattutto nelle realtà di grosse imprese, lo stampo è un prodotto che gira il mondo per vari plant poiché lo stesso viene utilizzato nei diversi stabilimenti internazionali».

L’idea, nello specifico, è nata per rispondere all’esigenza di realtà internazionali operanti nel settore del bianco. «Ci siamo resi conto – prosegue Pistorellocome quella realtà produttiva avesse estrema difficoltà nella gestione degli stampi. Come loro, chissà quante altre aziende. L’Industria 4.0, grazie alla digitalizzazione, ha permesso un vantaggioso accesso ai dati di produzione, raccolti con facilità dalle macchine e immagazzinati nel cloud. Tuttavia, fino ad ora, non c’è mia stata la possibilità di raccogliere dati relativi agli stampi poiché si tratta di oggetti non digitalizzati, ma pezzi di metallo a sé stanti, che non hanno la capacità di interconnettersi con il resto del sistema aziendale. Questo obbliga le imprese a gestire manualmente la contabilità degli stampi, con tutte le inefficienze che ne derivano. Per non parlare dei numerosi casi in cui lo stampo non è fisicamente presente nella sede del produttore, ma presso un terzista».

Con il digital mould management è invece possibile identificare ogni stampo per poterlo gestire in modo digitale: è una particolare evoluzione della digitalizzazione che consente di avere sotto controllo le informazioni dell’intero parco stampi e utilizzarle strategicamente all’interno del data warehouse aziendale.

La soluzione

Per poter traghettare lo stampo in una dimensione digitale occorre dotarlo di un dispositivo hardware che ne consenta il monitoraggio in tempo reale attraverso una dashboard per controllare dove si trova, cosa sta producendo e di quale eventuale manutenzione potrebbe aver bisogno. Il dispositivo di IIoT in questione si chiama Matix ed è l’interfaccia tra mondo fisico e ambiente digitale per la telemetria degli stampi per metallo e ad iniezione plastica. La presenza di un accelerometro interno al dispositivo, inoltre, permette di avere un contacolpi preciso per dati di produzione veritieri.

«La mission del digital mould management – sostiene Pistorelloè dare accesso alle informazioni sugli stampi in modo semplice, grazie a un dispositivo hardware che li rende intelligenti. Il secondo passo di tale digitalizzazione è la lettura di questi dati attraverso una dashboard».

Quindi, in breve, i due asset principali resi possibili dalla soluzione Matix sono la connettività e la conseguente misurazione dell’attività dello stampo, rilevata tramite dati conservati su cloud e resi disponibili attraverso una piattaforma su abbonamento.

«La componente hardware è venduta direttamente al cliente oppure offerta in comodato d’uso; occorre attivare una sottoscrizione alla piattaforma IoT, dove si possono leggere i dati relativi agli stampi – precisa Pistorello. Tutto è integrabile con sistemi interni aziendali. Inoltre, la scelta di utilizzare la rete cellulare per inviare i dati nel cloud non costringe lo stampista a installare un router, slegandolo dalla connettività dello stabilimento. AzzurroDigitale fornisce anche l’assistenza iniziale, ma si tratta di un’installazione plug&play, che non richiede una particolare predisposizione on site. Bisogna solo individuare il posto dove installare il dispositivo che, tuttavia, può essere montato praticamente dappertutto nello stampo. L’assistenza comprende anche il settaggio degli allarmi e la formazione per comprendere come leggere i dati dello stampo, trovare i KPI e attuare un piano di manutenzione ordinaria sugli stampi stessi».

Immagine render del dispositivo Matix che viene applicato allo stampo.

Visione a breve e lungo termine

«Oggi – aggiunge Pistorellola soluzione misura numero di colpi, tempo, ciclo, posizione – sfruttando al massimo i dati rilevati per avere più informazioni possibili a beneficio delle aziende. Questo ci permette poi  di elaborare KPI di analisi utili per il business: ad esempio, per efficientare la gestione degli asset e avere risparmi concreti in breve tempo». Oltre che l’attività di gestione dello stampo, l’obiettivo di Matix è la digitalizzazione in senso più ampio: questo comprende anche la semplificazione delle interazioni della filiera di produzione, intervenendo sul rapporto tra produttore e fornitore: «Vogliamo digitalizzare un rapporto che oggi è offline, caratterizzato da negoziazioni con carta e penna, difficoltà nel reperimento delle performance e asimmetrie informative che creano inefficienze – afferma il manager –. L’accesso ai dati da parte della filiera permette di avere maggiore trasparenza sugli asset e sul rapporto di fornitura e purchasing».

In una visione a più ampio raggio, la mission della R&S è integrare Matix nel sistema produttivo delle varie industry servite e fornire allo stampista ancora più informazioni che gli permettano di efficientare il processo produttivo in modo più concreto e aumentare i saving.

Il cambio di un paradigma

«In un futuro in cui una soluzione come Matix diventasse di massa, lo stampo sarebbe già idealmente prodotto con un alloggiamento per l’hardware e venduto come oggetto intelligente», conclude Pistorello.

È una vision che porterebbe, di fatto, a un cambiamento del modello di business per uno stampista: da semplice fornitore di un oggetto diventerebbe fornitore di un servizio altamente strategico, grazie alla possibilità di conoscere e offrire dati a tutta la filiera per efficientare la produzione.

Il monitoraggio in tempo reale dello stampo avviene attraverso una dashboard che permette di controllare cosa sta producendo, di quale eventuale manutenzione potrebbe aver bisogno e dove si trova.

Combattere gli sprechi

Un altro tema chiave è la saturazione dello stampo, ovvero il suo limite di produzione prima della sostituzione. Questo aspetto apre le porte a un minor spreco. I dati relativi alla produzione, così come quelli relativi alla manutenzione, corrono in aiuto proprio di questo aspetto. La manutenzione ordinaria previene quella straordinaria e allunga la vita dello stampo. In generale, avere un dato concreto e preciso sul ciclo di ogni stampo e conoscere la sua location in tempo reale, permette di non avere sprechi nella gestione degli asset. Spesso dopo anni dall’acquisto dell’asset le aziende non riescono più a risalire a dove si trova.

Per ogni applicazione

L’hardware Matix è adatto a qualsiasi tipo di stampo. Importanti stampisti hanno deciso di testare questa soluzione e poiché la tecnologia permette all’asset di resistere fino a 150 °C, si adatta a qualsiasi condizione di stampaggio come la lamiera a freddo.

di Alice Fattori