Stampa 3D: dall’Inail un vademecum per operare in tutta sicurezza

La stampa 3D si presenta oggi come la tecnologia destinata a rivoluzionare i cicli industriali per i bassi costi di produzione e la facilità di utilizzo in molteplici comparti. L’impiego crescente e sempre più diffuso di apposite soluzioni e la conseguente potenziale esposizione professionale a vari rischi, ha condotto i ricercatori del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail a raccogliere in un report scientifico le conoscenze disponibili, le caratteristiche e gli elementi atti a individuare potenziali pericoli per la salute dei lavoratori e a suggerire misure idonee di protezione.

Un approccio responsabile

Consultabile fra le pubblicazioni dell’istituto, il vademecum si sofferma preliminarmente sulle metodologie di stampa 3D più utilizzate, tra cui l’estrusione, per poi passare a esaminare i diversi materiali, suddividendoli in classici e innovativi e individuando i possibili effetti tossici per l’uomo e l’ambiente di lavoro. Il documento analizza quindi caratteristiche e fattori di rischio dei materiali usati nei processi di produzione e fornisce indicazioni utili su misure di prevenzione e tutela.

Per i nanomateriali, si raccomanda, pur in assenza di dati su conseguenze a lungo termine, una particolare attenzione all’esposizione agli ingegnerizzati, di cui sono stati messi in evidenza “potenziali effetti avversi per la salute”.

Per le misure di prevenzione e protezione da adottare, lo studio contempla principalmente la riduzione delle emissioni e del numero di lavoratori potenzialmente esposti. Poiché, però, nello specifico della stampa 3D spesso non è possibile attuare queste misure di contenimento, il fact sheet suggerisce di potenziare le disposizioni strutturali di riduzione del rischio, come, ad esempio, le tecniche di aspirazione o di ventilazione dei locali, l’uso
di dispositivi di protezione individuale, senza tralasciare infine un’adeguata formazione
dei lavoratori e una maggiore condivisione delle procedure da attuare, allo scopo di incrementare consapevolezza dei rischi e modalità di lavoro più sicure.

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