Rivive il mito della Ecto-1 dei Ghostbusters

Realizzata da Viareggio Movie Cars Srl di Gilles Antonelli la prima replica italiana dell’auto degli Acchiappafantasmi

Esistono solo 3 repliche europee della Ecto-1 AfterLife del capitolo Ghostbusters (2021). Una sola  di queste auto è in Italia ed è stata ricostruita grazie alla passione per cinema e motori di Gilles Antonelli, per gli amici “Herbie”, titolare della Viareggio Movie Cars srl, e del lavoro certosino sulla carrozzeria di PJ Creation, con il contributo delle vernici Verinlegno e di Versilia Colori. L’auto, in versione statica, ha fatto la sua prima uscita importante in occasione di Lucca Comics 2022.

Per la realizzazione di questo straordinario restauro-ricostruzione, destinato, si spera, a girare l’Italia, in eventi, fiere, appuntamenti automobilistici di varia natura (ma anche compleanni, se volete), è stato necessario acquistare nel 2018 e riadattare, nei tre anni successivi, una Cadillac Eureka Hearse del 1959 proveniente dal Wisconsin e renderla del tutto simile alla Miller Meteor Futura 1959 utilizzata nel film.

Della Cadillac Eureka acquistata sono state risistemate le poderose sospensioni, luci e suoni cruscotto, impianto elettrico; riparati pavimenti e bilancieri. La carrozzeria è stata poi dipinta con la finitura trasparente Acribond texturizzata e goffrata e con l’effetto ruggine di Verinlegno Spa.

Gilles Antonelli e tutti i ragazzi del gruppo Ecto-1 Italy e i ragazzi della PJ Creation stanno adesso progettando il sedile da fuciliere, per passare poi al ricondizionamento del motore: “rifatto all’italiana”, cercando di replicare l’originale. Un obiettivo che appare impegnativo, per un progetto completamente autofinanziato: ” viaggerà di nuovo – dice Gilles- però non so quando. Gli eventi servono per fare questi lavori. Più uscite facciamo e prima finiamo…partiamo da cilindri e pistoni che hanno 62 anni; dovremo sostituire spinterogeno e cablaggio; il cambio perde olio, forse potrebbero bastare anche solo nuove guarnizioni; manca il radiatore ma non è un problema. L’auto, in fondo ha fatto appena 100 mila km, il motore ha ancora i sigilli di fabbrica. Non è mai stato toccato”.

La stazza smisurata della Cadillac,6,54 metri di lunghezza per 1,92 di larghezza, necessitava di un motore poderoso, un V8 da 390 pollici cubi che produce 345 CV.

Questa station wagon è un incrocio tra un’ambulanza e un carro funebre. Fu realizzata in poco più di 400 esemplari. La caratterizzano le pinne posteriori di grandezza abnorme, introdotte proprio nel 1959, e ruote posteriori per metà coperte dalla carrozzeria.

Difficile oggi trovare le differenza tra l’auto del film e la sua versione italiana: un vero e proprio capolavoro di restauro e ricostruzione che aspetta solo di tornare in strada.